È arrivata alle prime luci dell'alba in porto a Savona la nave Ong Ocean Viking, gestita da SOS Méditerranée.
A bordo dell'imbarcazione 33 migranti reduci da quasi una settimana di agonia nel Mediterraneo.
Il gruppo, che comprende anche una donna e 3 minori anche non accompagnati, era stato evacuato dal mercantile Maridrive 703 dopo un'operazione complessa avvenuta nei pressi di una piattaforma petrolifera tra Malta e Tunisia.
Secondo quanto riportato sulla piattaforma X da SOS Méditerranée, mentre i naufraghi diretti a Savona erano riusciti a sfuggire al respingimento grazie all'intervento della Ocean Viking, per altre decine di persone il soccorso si è trasformato in un ritorno forzato verso la Tunisia, Paese che le organizzazioni umanitarie continuano a indicare come non sicuro per la tutela dei diritti fondamentali.
Le operazioni di sbarco richiederanno alcune ore con i profughi che sono stati soggetti ai controlli sanitari di routine (in quattro avrebbero la scabbia) e ai successivi accertamenti di rito. Presenti sul posto i sanitari dell'Asl2, mediatori culturali, la Croce Rossa e Bianca e le forze dell'ordine.
Tutte le persone verranno accolte e ospitate in strutture distribuite sul territorio regionale e fuori regione. Alcuni potrebbero rimanere nel savonese.
Lo scalo savonese si conferma "porto sicuro" fondamentale nel Mediterraneo, proseguendo l'attività di accoglienza che nel solo 2025 aveva già visto tre importanti arrivi. Il 22 giugno era stata sempre la Ocean Viking ad approdare con 73 persone (principalmente di nazionalità bengalese) a bordo; successivamente, il10 agosto, la Life Support di Emergency aveva condotto in salvo 146 persone soccorse in tre diverse operazioni; infine, il 14 ottobre era stata la Humanity 1 di SOS Humanity a portare a terra 45 persone tra cui 8 minori non accompagnati.
Nei giorni scorsi da SOS Méditerranée era stata criticata la distante assegnazione da parte del Ministero.
"33 sopravvissuti della Ocean Viking devono ancora passare in mare altri giorni per via della assegnazione alla nostra nave di un porto lontano. Quello di Savona - hanno spiegato - Sono in mare dal giorno di Natale: assegnare deliberatamente porti così lontani prolunga inutilmente la sofferenza".
"Abbiamo salvato 33 persone, ma ne avremmo potute salvare altre 135. I fatti: mercoledì 31 dicembre siamo intervenuti per il trasbordo di 33 persone ferme da giorni sulla Maridive703. Ci hanno detto che altre 75 sono state riportate illegalmente in Tunisia prima del nostro arrivo - le parole di SOS Méditerranée - Ci siamo quindi diretti verso un nuovo caso segnalato da Alarmphone: c’erano 60 persone ferme su un gommone in attesa di qualcuno che potesse portare loro assistenza. Quando ci siamo avvicinati, la Guardia Costiera libica ci ha intimato di allontanarci, e noi siamo stati costretti a farlo. Riportare le persone nei paesi da dove scappano è una violazione del diritto marittimo internazionale. L’Europa dovrebbe essere garante della legalità, non complice silenziosa di ciò che avviene ogni giorno nel Mediterraneo centrale".


























