Paura, angoscia e un alto rischio di non potercela fare rischiando di morire in mare senza che nessuno decida di salvarli.
Sono storie che si susseguono negli anni quelle di chi scappa da paesi martoriati dai conflitti cercando una vita migliore e tra le persone soccorse lo scorso 31 dicembre dalla Ocean Viking di "Sos Méditerranée" c’erano due famiglie provenienti dal Sudan, dove è in corso una devastante guerra civile, che per la terza volta tentavano di raggiungere l’Europa attraverso il mare.
Le due famiglie sono arrivate lunedì in porto a Savona salvate nelle acque tra la Libia e la Tunisia insieme ad altri migranti.
"Per due volte sono stati intercettati illegalmente e riportati in Libia. In questo ultimo tentativo, la barca di legno su cui viaggiavano stava cominciando a rompersi. I bambini piccoli e il neonato erano molto spaventati durante la traversata - raccontano da Sos Méditerranée Italia - Dopo due giorni in mare in balia delle onde, sono stati soccorsi dall’equipaggio della nave Maridive 703, dove hanno trascorso altri quattro giorni. La guardia costiera tunisina ha cercato di riportarli in Tunisia: hanno rifiutato e minacciato di saltare in acqua".
"Dopo giorni interminabili di paura e incertezza, la Ocean Viking ha ottenuto l’autorizzazione per avvicinarsi alla nave in cui si erano rifugiati e li ha presi a bordo. Mouna, Souad (nomi di fantasia per proteggere l'identità delle vittime), i loro bambini, le loro famiglie e le altre persone fuggite dalla Libia, erano finalmente al sicuro" concludono.
Una famiglia, accolta insieme agli altri migranti (provienti oltre che dal Sudan anche dal Ciad e dalla Somalia) dopo i classici accertamenti e i controlli sanitari di routine sul posto dei sanitari dell'Asl2 alla presenza dei mediatori culturali, la Croce Rossa e Bianca e le forze dell'ordine, secondo quanto appurato è rimasta nel savonese accolta dalla Caritas nel Seminario vescovile.














