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Politica | 23 gennaio 2026, 12:45

Spotorno, Europa Verde Savona alla Lega: "Non è solo una questione locale, ma di diritti collettivi e legalità che richiedono equilibrio"

Il partito sottolinea come la vicenda non abbia soli risvolti locali: “Un uso regolamentato dei beni comuni da parte delle imprese non è da demonizzare. E' ora di ristabilire il rispetto delle norme”

Spotorno, Europa Verde Savona alla Lega: "Non è solo una questione locale, ma di diritti collettivi e legalità che richiedono equilibrio"

Continua ad alimentare il confronto politico ben oltre i confini locali il nuovo Piano di utilizzo del demanio marittimo proposto dall’Amministrazione comunale di Spotorno

Dopo l’intervento del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, schierato col mondo balneare nel criticare il Pud e chiedere uno stop prima di una revisione dello stesso, arriva in replica la presa di posizione di Europa Verde provinciale di Savona, che interviene anzitutto per rimarcare come l’attenzione riservata da esponenti politici nazionali alla vicenda spotornese dimostri che la questione non possa essere ridotta a una semplice disputa amministrativa locale. “Questa levata di scudi a tutela dei balneari di una piccola località ligure - sottolinea il co portavoce provinciale Marco Brescia nella nota diramata - rivela che la battaglia sulla sabbia di Spotorno non è mera questione locale, ma ripropone l'eterno conflitto tra gli appetiti privati e la tutela dei diritti della comunità”

Nel testo, Europa Verde rimarca anzitutto come “l'uso regolamentato dei beni comuni da parte delle imprese non è da demonizzare” ma tuttavia “esige, da parte degli amministratori, equilibrio e impegno civile per scongiurare posizioni di privilegio o addirittura abusi”.

La critica politica si rivolge in particolare al Carroccio e all’attuale esecutivo nazionale: “La Lega e il governo scelgono di difendere l'indifendibile, anteponendo logiche elettorali ai diritti della collettività - si legge - Per vent'anni hanno protetto una categoria privilegiata, che ha spesso sfruttato impunemente il litorale pubblico pagando canoni  scandalosamente esigui. Hanno eretto barriere, recintato spiagge, impedito abusivamente l'accesso al bagnasciuga, sottraendo ai cittadini il loro mare. Questa condizione grigia e indefinita, protratta per anni malgrado le reiterate diffide dell'Unione Europea a ripristinare la legalità, ha indotto gli operatori a investire consapevolmente in concessioni precarie”.

Nel richiamare il quadro normativo europeo, Europa Verde tocca quindi il tema della Direttiva dell'Unione Europea 2006/123/CE. In parole povere, la cosiddetta Bolkestein: “La normativa, votata e voluta soprattutto dalla destra, è molto chiara - continuano - Stabilisce che tali autorizzazioni sono temporanee, soggette a gara pubblica come ogni bene demaniale affidato a privati. È ora di restaurare la legalità, estirpare gli abusi, restituire serenità alla comunità e agli imprenditori nel rispetto delle norme. Invitiamo chi ancora difende questo sistema insostenibile a indirizzare le proprie energie verso cause più degne”.

Secondo il movimento ambientalista, non sarebbe da sottovalutare quindi il fronte dei favorevoli a questa decisione: “I cittadini hanno aperto gli occhi: si sono accorti degli abusi decennali che li hanno espropriati del loro mare”.

Mattia Pastorino

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