Una comunità che, nei momenti più bui della storia, seppe scegliere da che parte stare. La Giunta comunale di Villanova d’Albenga ha recentemente deliberato di proporre il conferimento al Comune della Medaglia al Valore Civile, un riconoscimento collettivo che intende onorare gli atti di eroismo, solidarietà e dedizione al bene comune compiuti durante il secondo conflitto mondiale.
Il territorio villanovese fu teatro di eventi drammatici che misero a dura prova la popolazione civile. Eppure, di fronte alla violenza, emerse una rete determinata di uomini e donne che offrirono aiuto ai perseguitati, sostennero la Resistenza e affrontarono con coraggio le conseguenze della guerra. Tra queste, i bombardamenti dell’aeroporto Panero, obiettivo militare strategico, che causarono gravi danni collaterali e costrinsero intere famiglie all’evacuazione. Ancora oggi, il rinvenimento di ordigni inesplosi testimonia la ferita profonda lasciata da quei giorni.
Il riconoscimento proposto affonda le sue radici anche nelle figure simbolo di quella stagione. Don Pietro Enrico, nato a Bossoleto nel 1911, fu arrestato nel giugno 1944 dalle truppe nazifasciste per il suo sostegno ai partigiani e ai giovani renitenti alla leva. Torturato, venne ucciso a soli 33 anni. Accanto a lui, don Bonavia, parroco di Villanova e San Fedele, che scelse la Resistenza, aiutando prigionieri e partigiani, pagando con arresti e torture un impegno che non rinnegò mai, contribuendo nel dopoguerra a mantenere viva la memoria delle atrocità subite.
Emblematica anche la storia di Andrea Schivo, nato a Villanova nel 1895, agente di custodia nel carcere di San Vittore a Milano. Dopo l’8 settembre 1943, aiutò i prigionieri ebrei, in particolare bambini, portando loro cibo e messaggi, consapevole del rischio. Arrestato, fu deportato nel campo di Flossenbürg, dove morì nel gennaio 1945. Per il suo sacrificio è stato riconosciuto “Giusto fra le Nazioni”.
Il tributo alla memoria comprende anche i martiri villanovesi fucilati alla foce del Centa, vittime innocenti accusate di sostenere la Resistenza, simbolo del prezzo pagato dalla comunità per la libertà. Tra le figure della lotta partigiana spicca infine Raymond Rossi, detto “Ramon”, protagonista della Resistenza nel Ponente savonese e imperiese, simbolo di coraggio e umanità, poi impegnato nella ricostruzione civile del territorio.














