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Attualità | 26 gennaio 2026, 07:34

Tre soli nel cielo, è il fenomeno del Parelio, detto anche i "cani del sole"

L'effetto ottico atmosferico è stato immortalato da Valerio Minato, ecco di cosa si tratta

Foto di Valerio Minato

Foto di Valerio Minato

Tre soli nel cielo. No, non siamo sul set cinematografico di Guerre Stellari, ma siamo sempre ben piantati qui sul nostro bel pianeta Terra, che non finisce mai di stupire.

Il 20 gennaio, sulle vette del Sestriere, ha fatto la sua comparsa il Parelio, o “cani del sole”: la sua visione è stata senza dubbio straordinaria e insolita, come racconta lo scatto del fotografo torinese Valerio Minato.

Il nome Parelio deriva dal greco e significa “accanto al sole”, proprio come due cani da guardia. Nell’antichità ha ispirato il mito di Issione, l’uomo condannato da Zeus ad essere eternamente legato ad una “ruota di fuoco” nel cielo per la slealtà mostrata verso gli uomini e gli dei.

Già nel I secolo Diodoro Siculo, Cicerone e Seneca hanno descritto questo fenomeno, che si credeva fosse associato all’avvento della stagione fredda. In effetti sono dei cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera, che solitamente costituiscono i cirri, a generare il Parelio.

La rifrazione dei raggi solari su questi cristalli, che fungono da prismi, determina l’apparire ai lati del Sole, e alla sua stessa altezza, di due aree luminose e anche colorate, spesso a un angolo di 22° rispetto al Sole, donando al fenomeno un che di magico e misterioso.

Curiosità storiche

Diodoro Siculo, parlando del monte Ida nella Troade, descrive un antico esempio di Parelio nella sua opera Biblioteca Storica: "Su questo monte avviene qualcosa di particolare e di straordinario. Al levarsi del Cane sulle vette della cima, a causa della tranquillità dell'aria circostante - la vetta è al di sopra del soffio dei venti - e mentre è ancora notte, si vede il sole levarsi, e non disegna i raggi secondo una figura circolare, ma ha la fiamma suddivisa in molte direzioni, così che si ha l'impressione che molti fuochi tocchino l'orizzonte della terra. Dopo un po' essi si raccolgono in una sola dimensione, fino ad avere un'altezza di tre cubiti. E allora, quando il giorno è già giunto, e la grandezza manifesta del sole è colmata, produce lo stato del giorno".

Silvia Gullino

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