Mario Carrara, consigliere comunale di opposizione a Pietra Ligure, accende i riflettori su quella che lui stesso definisce una vera e propria “esplosione edilizia” nel levante cittadino accompagnata da decisioni amministrative che riguardano la gestione delle strade pubbliche. Nel mirino finiscono soprattutto l’area dell’ex hotel Capri e via Torino.
Secondo Carrara, sarebbe in corso uno “stravolgimento ambientale di intere zone”, con aree già edificate che vengono oggi “riedificate in termini massicci”. Il tutto in una città che, sottolinea, “non ha il Piano Regolatore da più di vent’anni”. Da qui l’affondo: Pietra Ligure “vanta un record: quello di città senza Piano regolatore dove si costruisce di più”. Una coincidenza? “Che le due cose siano collegate tra loro? Ma va’…?!?”.
Al centro delle critiche c’è la demolizione dell’hotel Capri, costruito a inizio anni ’70 su cinque piani. L’edificio - osserva l'esponente di minoranza - verrà sostituito da una nuova costruzione di sette piani, orientata perpendicolarmente a viale della Repubblica. Carrara evidenzia che, pur senza sfruttare gli incrementi volumetrici del “piano casa”, il nuovo palazzo risulterà più alto perché “più stretto”. La scelta, secondo l’esponente di opposizione, servirebbe a “farci stare, nella stessa area, anche un’altra costruzione”: quella derivante dall’abbattimento di una casa sull’Aurelia, vicino al passaggio a livello. In questo caso, il piano casa con i suoi “aumenti premiali” è stato applicato, portando alla realizzazione di un nuovo palazzo di quattro piani. Il bilancio finale è netto: “dove c’era un unico albergo di 5 piani, ci saranno due nuovi palazzi di complessivi undici piani. Non sarà di certo la stessa cosa di prima”.
Ancora più controversa, secondo Carrara, la situazione di via Torino, definita un altro “Eldorado del cemento”. Qui sarebbero comparsi cartelli di “Zona a traffico limitato” senza alcuna ordinanza o determina comunale. Da chi sono stati installati? Dipendenti comunali o privati interessati a garantirsi una zona “di tranquillità” per immobili in vendita o già di proprietà? “Qualcuno quei cartelli li deve aver ben messi”, incalza Carrara, denunciando l’assenza di indagini e provvedimenti. Il fatto che, dopo un articolo di denuncia, i cartelli siano stati coperti viene indicato come prova che “un’azione illegale” fosse stata commessa: “Se fosse stato tutto regolare, non l’avrebbero fatto”.
Ieri, 28 gennaio, sono comparsi nuovi avvisi con intestazione “Comune di Pietra Ligure” che impongono il “divieto di transito ai non aventi diritto”. Una formula che Carrara giudica assurda: “Chi sarebbero gli aventi diritto a transitare su una strada pubblica? Non dovrebbero aver diritto a transitare tutti i cittadini?”. E aggiunge che la presenza di auto parcheggiate nella zona interdetta dimostrerebbe che “qualcuno che si senta di avere diritto, o più diritto rispetto a tutti gli altri, c’è”. La domanda di Carrara al momento non trova risposta: “A chi il Comune di Pietra Ligure ha riconosciuto questo diritto?”. Se i cartelli sono stati apposti dal Comune, chi ne è responsabile? Se non lo sono stati, chi li ha messi e con quale autorizzazione?
Carrara ipotizza anche future permute tra la vecchia e la nuova via Torino, ma soprattutto parla di uno “spettacolo tra l’inverosimile e lo sconcertante”, con il sospetto di “un eccessivo atteggiamento di disponibilità, se non accondiscendenza o favoritismo verso qualcuno”. Nessun responsabile individuato, nessuna indagine, cartelli che “appaiono e scompaiono”: a rimetterci sarebbero i “cittadini senza diritti”.
La conclusione è un annuncio di battaglia politica e amministrativa: “Ora bisognerà andare a fondo e se del caso fare degli atti dovuti e formali”. Per Carrara, “oltre alle colate di cemento, pure l’attribuzione compiacente di diritti esclusivi a privilegiati sulle strade pubbliche pare sinceramente troppo”.















