"Con il suo mestiere, la sua attenzione per i più deboli, ai malati ci fa pensare a cio che faceva per gli altri".
Così nella sua omelia don Lupino ha voluto ricordare Roberto Bracco, scomparso lo scorso 5 febbraio all'età di 86 anni.
Questa mattina nella chiesa del Sacro Cuore si è tenuto l'ultimo commosso saluto nei confronti di una figura di riferimento dello sport savonese e nazionale, protagonista di una lunga vita dedicata alla boxe e all’impegno sportivo istituzionale.
Nato a Varazze il 7 dicembre 1939 e residente a Roccavignale, ex dipendente Asl, Bracco aveva iniziato a praticare la boxe negli anni Cinquanta, arrivando a vestire la maglia della nazionale italiana e sfiorando nel 1960 la convocazione per le Olimpiadi di Roma. Per i suoi meriti sportivi era stato insignito della Stella d’Oro del CONI e dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica, riconoscimento consegnato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Vice presidente dell’Associazione Nazionale Azzurri e Atleti Olimpionici d’Italia, Bracco ricopriva anche il ruolo di delegato provinciale della FPI di Savona. Dal 2014 era fiduciario del CONI per il Comune di Millesimo e per l’Alta Val Bormida. Nel 2024 la città di Alassio gli aveva dedicato una piastrella sul celebre muretto, un omaggio che celebra il suo impegno e la dedizione verso lo sport e la comunità.
"E' stato un grande uomo di sport ma io volevo ricordarlo come persona disposta a tutto per il bene degli altri. Roberto è stato un grandissimo campione ma anche di umanità, per anni ha portato in alto i valori del Coni, ha portato la sua grinta e determinazione - ha detto il delegato provinciale del Coni della provincia di Savona Roberto Pizzorno - Era un uomo di solidarietà, un uomo e oggi è la giornata mondiale contro il bullismo, che ha salvato tanti bulli e li ha portati in palestra e ora quei ragazzi sono diventati uomini che fanno sport con dignità. Aveva già oltre 80 anni e a Millesimo andava a insegnare la ginnastica dolce a donne sole, vedove, abbandonate da mariti e figli e in quelle poche ore gli ha dato la vita".
"Non dimentichiamo che lui andava nelle scuole e si vantava di essere un istruttore di pugilato educativo scolastico diceva che non insegnava a fare a pugni ma insegnava la ginnastica. Un amico impegnato nello sport, nel sociale e nella politica ma mai con un secondo fine. Lo faceva con amore, amicizia e solidarietà, valori olimpici" conclude.
















