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Cronaca | 11 febbraio 2026, 10:20

Processo IncentiviItalia, in aula le testimonianze degli ex dipendenti: bandi proposti in massa non rispondevano alle richieste dei clienti

Dagli indirizzi mail fittizi con indirizzi dei clienti, il clima in azienda e le finte recensioni su TrustPilot

Processo IncentiviItalia, in aula le testimonianze degli ex dipendenti: bandi proposti in massa non rispondevano alle richieste dei clienti

Venivano proposti bandi in maniera massiva che però non rientravano nello specifico delle richieste dei clienti.

Questo è quanto è emerso ieri in Tribunale a Savona nelle diverse testimonianze degli ex dipendenti di Incentiviitalia nel corso del processo nel quale è imputata la fondatrice Claudia Ghiso.

L'azienda nata come start up che offriva un sistema per conoscere ed ottenere fondi per la liquidità aziendale e familiare, era finita nell'occhio del ciclone con le indagini della guardia della finanza con la responsabile imputata per presunte truffe.

Una quarantina erano state le querele presentate in Procura da diverse persone che si erano affidate all'azienda per ricevere contributi da bandi europei consegnando per esempio una cifra base di 1500 euro. Non riuscendo poi a ottenere in molteplici casi praticamente niente. Solo l'1%, secondo quanto emerso, avrebbero ottenuto il finanziamento.  Anche perché i bandi scelti sarebbero stati incompatibili con le richieste del cliente, non inerenti all'attività o inadatti.

Una novantina invece sarebbero state le persone offese tra querelanti e non querelanti (tra cui ex dipendenti). Sei invece le persone che si erano costituite come parte civile nel processo.

"Sapevo che a posteriori c'era un problema che ho potuto certificare quando mi sono spostata all'assistenza clienti - spiega una ex dipendente nel reparto commerciale dal giugno 2022 ad ottobre 2022 - 
Ho iniziato a sospettare che ci fosse un problema alla base perché sentivo le lamentele dei clienti. Mi sono ritrovata una sfilza di chiamate e mail di insulti. Noi dovevamo dare ragione all'azienda, ci siamo accorti in corso d'opera. Non l'abbiamo fatto consapevolmente".

"Il cliente pagava in anticipo e gli sarebbe stato rimborsato se non avrebbe trovato un bando non in linea con le sue esigenze" ha puntualizzato una ex responsabile delle risorse umane. Solo che venivano proposti continuamente bandi, la maggior parte che non rispettavano i requisiti richiesti dal cliente.

Nella scorsa udienza la Guardia di Finanza aveva ricostruito l'attività di indagine tra i messaggi Whatsapp e le  mail  dei clienti insoddisfatti, le recensioni su TrustPilot  contrastando quelle negative con commenti positivi ("Ci era stato chiesto di fare noi con profili falsi recensioni positive" ha dichiarato un'ex dipendente ieri) e l'incarico ad una società milanese per curare l'aspetto social della società.

Sarebbe emerso inoltre che nelle domande presentate sarebbero stati indicati indirizzi mail fittizi dei clienti (non quindi il reale indirizzo) con le risposte positive o negative in merito alle richieste di convogliamento che venivano convogliate direttamente su IncentivItalia. Con i clienti che sarebbero rimasti così all'oscuro sulle loro pratiche.

Aspetto questo confermato in aula ieri.

"Potevamo leggere la mail senza che lo sapesse il cliente e avevamo tempo di tamponare la cosa e trovare un altro bando - ha continuato la ex lavoratrice - Ci veniva detto che non c'era niente di male, che era lecito, che i bandi venivano fatti".

"Il cliente non veniva informato sull'esito del bando. Nella maggior parte delle volte si diceva che si era in attesa dell'esito quando in realtà si sapeva già che era negativo" ha continuato un ex lavoratore dal settembre del 2021 a gennaio 2023 che svolgeva il ruolo di 'tender' per la compilazione dei bandi. Sarebbe emerso inoltre che venivano inviati ai clienti screenshot con pagine di Google di un bando per farli stare tranquilli.

Non mancavano poi i momenti di tensione in azienda.

"Ci sono stati dei casi in cui alcuni dipendenti venivano pressati, bullizzati, venivano fatti declassamenti, allontanati da una carica di potere, in modo che non potessero dire certe cose - spiega la ex dipendente -  Specialmente quando sono iniziate le lamentele non c'era un buon clima, c'era ansia, tensione, malcontento generale".

"C'era un clima non così tranquillo per paura di ritorsioni o comportamenti vessatori, magari ne parlavamo tra di noi ma non arrivava ai vertici aziendali - ha proseguito l'ex "tender"- Non c'era un clima molto tranquillo fra i vari dipendenti quasi a sfiorare il mobbing e alcuni lo hanno subito. Uno era stato messo alla gogna perché non si era attenuto alla direttive aziendali".

Erano inoltre stati proposti bandi europei Horizon che però dovevano rispettare dei parametri rigidi che chiaramente per molte attività non sarebbero stati congeniali. E quindi una percentuale di acquisizione bassissima.

Le lamentele dei clienti poi si facevano pressanti.

"Ad un certo punto alcuni di noi sono stati dotati di telefoni cellulari e dal giugno 2022 avevamo un contatto con i clienti, ricevevamo diverse telefonate. Ci chiedevano lo stato delle pratiche come mai le tempistiche erano così lunghe, ricevevamo lamentele pesanti" puntualizza l'ex lavoratore.

LE INDAGINI

Lo scorso 9 marzo 2023 era scattato un blitz della guardia di finanza disposto dalla Procura di Savona nell'ex sede di Corso Italia per acquisire le documentazioni a seguito dei diversi esposti di clienti che si erano susseguiti nei mesi precedenti.

Nata come startup innovativa, si leggeva sul loro sito, "che ha creato il primo e unico database in Italia che viene aggiornato quotidianamente, all’interno del quale facciamo confluire tutte le opportunità Nazionali, Internazionali ed Europee rivolte a imprese, persone fisiche, associazioni, cooperative ed enti pubblici. Grazie a questo importante strumento siamo in grado di selezionare le migliori agevolazioni attive ed in attivazione per qualsiasi settore e dimensione aziendale. Abbiamo anche un business model innovativo: se non troviamo un bando per il tuo progetto, ti restituiamo il compenso".

E proprio ques'ultimo aspetto che era stato contestato a più riprese da diverse persone che si erano affidate a loro tanto da portarli poi a presentare molteplici denunce. Non erano mancate anche le recensioni negative sulla piattaforma TrustPilot da chi si era sentito truffato dall'azienda. La stessa peraltro a più riprese si era difesa dalle accuse.

Una sentenza del Tribunale di Milano, emessa nel dicembre 2023, dichiarava la liquidazione giudiziale (con la procedura che per legge ha emendato l'iter fallimentare) di "IncentiviItalia S.R.L. Società Benefit", nominando giudice delegato e curatore.

La segnalazione da parte dell'Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode della Commissione Europea in quanto ci sarebbe stato un anomalo numero di richieste di finanziamenti non congrui per i fondi, sarebbe stata la prima che aveva poi portato la guardia di finanza ad accendere i riflettori e far scattare le indagini.




 


 

Luciano Parodi

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