Non c’è pace per il sistema sanitario ligure. L’ultimo tavolo delll’11 febbraio a Genova, ha fatto emergere una frattura tra le sigle sindacali e la visione organizzativa di ATS Liguria.
Tema di discussione è stata la composizione della delegazione trattante. La proposta sul tavolo, che prevedrebbe un solo rappresentante per sigla e per area, è stata rispedita al mittente dalla FP Cgil. I delegati delle aree di Imperia (Area 1) e Savona (Area 2) parlano di una rappresentanza "esigua" e del tutto scollegata dalla realtà.
"Non si può pensare di gestire le istanze di 13.000 lavoratori – spiega Fp Cgil - su un territorio di 270 chilometri, da Sarzana a Ventimiglia, con un modello così ridotto" .
La richiesta del sindacato è chiara: la delegazione deve rispecchiare il peso reale di ogni area e il consenso ottenuto dai lavoratori attraverso il voto alle RSU. Il documento diffuso dalla sigla sindacale non risparmia critiche durissime alla riforma della sanità regionale.
"La Fp Cgil – spiega la sigla sindacale - si e’ dichiarata da subito contraria alla riforma della sanità liguria perché avrebbe portato un grande sconquasso su tutte le strutture e le attività, sulla cittadinanza e sui lavoratori, questa ipotesi e’ anche peggiorata nella realtà. Le relazioni sindacali non potevano certo restare fuori dallo sconquasso, 200 presenti alla trattativa, 162 delegati rsu più le segreterie sindacali e 35 componenti di rappresentanza aziendale, sono numeri che la dicono lunga sulla complessità della situazione. Chiunque abbia un minimo di cervello capisce che non si può arrivare neanche ad avviare un percorso per risolvere le numerosissime ed urgenti questioni: assunzioni e organici, fondi contrattuali e indennità, progressioni economiche, orario di lavoro e turnistica, arrivando fino, non ultimi come importanza, ai buoni pasto".
In vista del prossimo incontro, la Fp Cgil si è impegnata a elaborare una controproposta che garantisca dignità a tutte le aree territoriali.
"La confusione fa solo il gioco delle direzioni" concludono i rappresentanti di Imperia e Savona, ribadendo che la battaglia per i diritti dei lavoratori passerà innanzitutto dalla capacità di dare loro una voce forte al tavolo delle decisioni.














