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Attualità | 23 febbraio 2026, 20:00

Termovalorizzatore, Bucci: “Sei manifestazioni di interesse, da valutare la migliore nell'interesse dei cittadini”

La protesta in Val Bormida, il presidente della Regione: “Nessuna decisione è stata presa. Oggi tecnologie non più inquinanti, paure ingiustificate”

Termovalorizzatore, Bucci: “Sei manifestazioni di interesse, da valutare la migliore nell'interesse dei cittadini”

"Abbiamo avuto un buon riscontro all’avviso pubblico, con sei manifestazioni di interesse pervenute. Sarà necessario valutare con attenzione quale proposta risulterà migliore nell’interesse dei cittadini". Lo ha detto il presidente della Regione Marco Bucci parlando del percorso avviato per la realizzazione dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti in Liguria, a margine dell’apertura della nuova sede di Filse a Savona. Ad aderire sono state: A2A Ambiente, Acea Ambiente, Herambiente, Iren Ambiente, Kanadevia Inova, RTI EcoEridania - Italiana Coke.

"L’obiettivo non è soltanto chiudere il ciclo dei rifiuti e produrre energia aggiuntiva che può essere usata dal territorio – ha spiegato Bucci - ma anche ottenere un beneficio concreto in termini di riduzione della Tari per cittadini e imprese, eliminando i pesanti sovraccosti per lo smaltimento della quota residua indifferenziata fuori dai nostri confini: questa è una condizione essenziale, altrimenti l’operazione non avrebbe senso. A questo punto il prossimo passo sarà la predisposizione di un nuovo incarico ad Arlir per la procedura comparativa che potrebbe partire verso metà marzo. Per quanto riguarda la realizzazione, posso fare una stima approssimativa: un anno per l’iter autorizzativo e poi alcuni anni di lavori”.

Rispetto alle preoccupazioni manifestate da alcuni comitati sul territorio, in particolare in Valbormida, Bucci ha affermato che “Nessuna decisione è stata presa. Voglio sottolineare però che le tecnologie attuali non sono più inquinanti, le paure che nel passato potevano essere giustificate oggi non lo sono più. A Copenhagen, per fare un esempio, tutti sciano tranquillamente sull’impianto costruito in centro città. Questi siti non solo non inquinano ma proteggono l'ambiente perché riducono il consumo di Co2, se non altro per la riduzione del trasporto su gomma dei rifiuti indifferenziati che oggi la Liguria manda fuori regione per lo smaltimento, in mancanza di un impianto regionale. Per cui, come ho già detto, tutto avverrà nel pieno rispetto dell'ambiente perché oggi, oltre ad essere impossibile per legge, certamente per noi è assolutamente fuori discussione fare impianti che poi generano inquinamento: ogni cosa sarà fatta nel pieno rispetto ambientale. Valuteremo tutte le osservazioni che arriveranno, ascoltiamo sempre il territorio ma non è questo il momento di essere favorevoli o contrari: questo è il momento di valutare e sono benvenute le opinioni di tutti", ha concluso.

Per l’assessore al Ciclo dei rifiuti Giacomo Raul Giampedrone “il fatto che sei realtà di primo rilievo nel settore industriale dell’economia circolare abbiano aderito alla manifestazione di interesse è certamente un risultato che ci lascia soddisfatti ed è il frutto di un impegno avviato da tempo da Regione, nonostante chi è sempre stato contrario alla chiusura del ciclo preferendo un sistema basato sulle discariche che nel tempo è costato alle tasche dei liguri milioni di euro in più. Abbiamo lavorato a lungo e con impegno, a livello politico e tecnico per arrivare a questo punto con una visione precisa e azioni concrete, dall'approvazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti con l'individuazione della chiusura del ciclo come scelta strategica per la Liguria fino alla creazione di Arlir, che ha gestito la manifestazione di interesse”

Redazione

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