Un sopralluogo alle aree delle Funivie, ferme dal 2019 dopo il crollo di due piloni, e un confronto con l’amministrazione comunale sul futuro industriale della zona e sul contestato progetto del termovalorizzatore hanno caratterizzato il pomeriggio di lunedì del presidente della Regione, Marco Bucci, a Bragno, frazione di Cairo Montenotte. Due questioni distinte, ma strettamente intrecciate, destinate a incidere sul futuro produttivo e ambientale della Val Bormida.
"Il tema della trasformazione dell’area delle Funivie è passato sotto traccia, ma rappresenta una questione importante — spiega il sindaco Paolo Lambertini —. Si tratta di spazi oggi inutilizzati che potrebbero diventare un retroporto a servizio di Savona e Vado". L’idea è quella di lavorare a un progetto che consenta l’utilizzo delle aree per lo stoccaggio di prodotti e container, in sinergia con le imprese del territorio. "L’obiettivo è portare sviluppo e lavoro".
Questo capitolo riguarda la logistica e la vocazione industriale dell’area, ma si affianca a un confronto molto più divisivo sul termovalorizzatore, soprattutto dopo la scadenza, lo scorso 21 febbraio, della manifestazione di interesse. "Abbiamo confermato la nostra posizione contraria al progetto — ribadisce Lambertini — sia per l’area di Ferrania sia per quella di Bragno. La qualità dell’aria è fondamentale e oggi non è buona".
Il tema ambientale resta centrale per l’amministrazione comunale. "Con il presidente Bucci abbiamo parlato anche di questo. Se prima potevano esserci dubbi, oggi, dopo aver visto chi ha presentato la manifestazione di interesse, non ci sono più margini: non possiamo nemmeno sederci al tavolo per valutare il progetto", conclude il sindaco.














