Si è concluso con un duplice e decisamente soddisfacente successo il "Progetto Salute del Donatore", campagna di screening cardiovascolare promossa da Avis Finale Ligure con tre esami gratuiti (ecocardiografia tridimensionale, esame Doppler delle carotidi e Doppler dell’aorta addominale oltre a un elettrocardiogramma statico) per una prevenzione a 360 gradi dei soci dell'associazione.
Il primo è stata l'ampia e puntuale affluenza, il secondo l'aver delineato un quadro clinico estremamente preciso dei partecipanti, superando la frammentarietà dei singoli controlli di routine. L'integrazione di diversi parametri diagnostici ha infatti consentito di creare una "precisa fotografia dello stato del paziente", fondamentale per indirizzare correttamente i donatori verso percorsi di cura o monitoraggio preventivo.
I dati emersi confermano l'importanza cruciale della medicina preventiva: su una popolazione di oltre 400 esaminati, apparentemente sana e giovane (tutti compresa nella fascia di età dai 30 ai 60 anni), è stata riscontrata una percentuale di patologie misconosciute pari a circa il 6%.
Come specificato dal cardiologo Roberto Mangiarotti, alcune di queste "non necessitano di ricovero immediato, ma devono essere seguite nel tempo per evitare che sfocino nella rottura delle aorte o in eventi tragici". Un concetto ribadito dal dottor Claudio Pini, esperto malattie cardiovascolari, il quale ha evidenziato come "vedere concretamente la 'placchettina' o l'anomalia vascolare attraverso le immagini è molto più stimolante per il paziente rispetto a un semplice dato numerico sul colesterolo; lo spinge a prendere coscienza del rischio e a seguire le indicazioni mediche per prevenire eventi tragici che potrebbero sfociare nella morte improvvisa". A suggellare l'importanza dell'iniziativa è intervenuto anche il noto chirurgo cardiotoracico finalese Piero Paolo Zanetti, confermando l'urgenza di aver "individuato casi da indirizzare immediatamente a percorsi specialistici".
A rendere sostenibile questa esperienza unica nel panorama ligure e addirittura nazionale, sono il virtuoso modello gestionale e la visione di Avis Finale Ligure: "L'iniziativa riflette la visione dei nostri fondatori, che consideravano i donatori determinanti per il benessere della collettività - ha spiegato il presidente, Franco Ripamonti - Possiamo sostenere i costi di queste indagini perché i nostri volontari prestano la loro opera gratuitamente, permettendoci di reinvestire i fondi nella prevenzione. Tutto questo è realizzabile anche grazie al Comune di Finale Ligure, che ci concede gratuitamente locali ampi e centrali: senza questo supporto logistico, non avremmo le risorse per realizzare iniziative di tale portata, che molte altre realtà purtroppo non riescono ad affrontare".
A portare il sostegno dell'Amministrazione comunale all'iniziativa è stato il capogruppo di maggioranza, Andrea Calcagno: "Come Amministrazione, siamo orgogliosi e convinti nel dare il nostro supporto a questa realtà del territorio per questo intervento e per tanti altri che mette in campo, rivolti alla popolazione e con un riguardo anche ai giovani per diffondere il messaggio dell'importanza di donare il sangue e il plasma".














