Cresce la preoccupazione nel settore delle costruzioni ligure per l’impennata dei prezzi dei materiali e dei carburanti. A lanciare l’allarme è Ance Liguria, che chiede interventi immediati per fronteggiare quelli che vengono definiti rincari ingiustificati e per arginare gli effetti speculativi legati alle tensioni geopolitiche che stanno incidendo sui costi.
Le segnalazioni arrivate dalle imprese edili associate indicano aumenti significativi su diverse voci fondamentali per i cantieri. In particolare, il prezzo del bitume registra un incremento medio del 50%. A questo si aggiunge il rincaro dei carburanti, stimato intorno al 20%, quello dei conglomerati bituminosi, cresciuti del 15%, e delle tubazioni in materie plastiche, che segnano aumenti intorno al 30%.
Secondo quanto riferiscono i costruttori, i rincari non riguardano soltanto i materiali legati al petrolio, ma stanno interessando anche altri prodotti strategici per il settore, a partire dall’acciaio.
A rendere ancora più complessa la situazione è l’andamento dei listini, che cambiano di settimana in settimana con aumenti continui. Una dinamica che, spiegano dal comparto, rende sempre più difficile per le imprese programmare lavori e costi, mettendo sotto pressione l’intera filiera delle costruzioni.
Secondo quanto spiega il presidente di Ance Liguria, Enio Marino, gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime si sarebbero già fatti sentire e in maniera pesante, riguardando “tutta la filiera dell’edilizia, che nella nostra regione così come in gran parte d’Italia, è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del Pnrr nei tempi previsti”. Per questo, sottolinea, “intervenire solo su carburanti e sulle bollette non è sufficiente, in quanto serve una misura ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise, senza la quale le imprese saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema”.
La necessità rilevata è quindi quella di adottare “uno strumento per sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto, così come era stato fatto con il Decreto-legge per la guerra in Ucraina qualche anno fa”. Il numero uno degli edili liguri ricorda che molte aziende di costruzione della nostra regione “si trovano oggi a lavorare su appalti che fanno ancora riferimento al vecchio Codice dei contratti pubblici, che non prevedeva revisioni automatiche dei prezzi come sancisce il Nuovo Codice Appalti”.
L’altro intervento che chiede di considerare Ance è su scala regionale. Poche settimane fa è stato approvato il nuovo Prezzario delle opere edili, che fissa in prezzi per tutto il 2026: “Anche in questo caso bisognerebbe poter intervenire per adeguare tempestivamente le cifre al nuovo quadro che ci troviamo di fronte” conclude Marino.














