Ieri, 12 marzo, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Savona, si è tenuto il primo di due incontri formativi sul tema della violenza di genere, organizzati dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Savona, rivolto al personale dipendente specializzato nello specifico settore, al fine di uniformare le procedure di intervento. Tali procedure, infatti, rappresentano il presupposto essenziale per consentire all’Autorità Giudiziaria e all’Autorità Amministrativa di adottare tempestivamente le misure più adeguate alla tutela delle vittime.
Gli onori di casa sono stati fatti dal Colonnello Augusto Ruggeri, Comandante Provinciale dei Carabinieri, che, dopo aver salutato gli ospiti intervenuti, si è rivolto alla platea ricordando ai militari presenti come essi rappresentino la prima voce e il primo volto che le vittime incontrano quando trovano il coraggio di denunciare, circostanze che impongono di fornire una risposta non solo professionale e tempestiva ma allo stesso tempo empatica, investigativamente rigorosa e impeccabile.
Ha fatto seguito l’intervento del Signor Prefetto di Savona, dott. Carlo De Rogatis, che si è detto pienamente concorde con l’iniziativa, volta a rafforzare la necessaria collaborazione tra Autorità Giudiziaria, Autorità Amministrativa e Arma dei Carabinieri nel contrasto a questo deprecabile genere di reati.
Ad introdurre i lavori è stato il Procuratore della Repubblica di Savona, dott. Ubaldo Pelosi, che, nel portare i saluti di tutti i magistrati in servizio presso la Procura, ha espresso la propria soddisfazione nell’iniziativa prospettatagli dal Comandante Provinciale, quale utile occasione di confronto tra gli organi che, a vario livello, sono chiamati ad affrontare un tema complesso, che riflette una realtà difficile. Per tale fenomeno sono stati predisposti diversi strumenti di intervento che, per risultare efficaci, richiedono tuttavia una conoscenza approfondita e una competenza qualificata.
Il Procuratore ha inoltre sottolineato come, nella provincia di Savona, ogni anno vengano iscritti circa 300 procedimenti relativi al cosiddetto “Codice Rosso”, situazione che richiede notevoli sforzi da parte di tutte le forze in campo. Sforzi che, per risultare efficaci, necessitano di una indispensabile sinergia tra Autorità Giudiziaria, Autorità Amministrativa e forze dell’ordine che operano il primo intervento sul territorio.
Ha quindi preso avvio l’incontro, con l’intervento dal Sostituto Procuratore della Repubblica, dott.ssa Maddalena Sala, appartenente al pool specializzato nella delicata materia, che — sulla scorta dell’esperienza maturata nel settore — ha illustrato l’evoluzione normativa e giurisprudenziale nonché le soluzioni organizzative adottate, promuovendo al contempo un momento di confronto con i militari presenti.
Un secondo analogo incontro, che vedrà l’intervento del dott. Salvatore Salemi, Sostituto Procuratore della Repubblica di Savona, si svolgerà il prossimo 17 marzo.
La violenza di genere resta una delle priorità operative dell’Arma dei Carabinieri, che nel tempo ha sviluppato una serie articolata di progetti e strutture finalizzati alla prevenzione, all’ascolto e al contrasto di questo deplorevole fenomeno criminale, provvedendo inoltre a diffondere materiale informativo, locandine e video sui principali canali social istituzionali.
Già a partire dal 2014 l’Arma si è dotata di una “Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere”, costituita da ufficiali di polizia giudiziaria (marescialli e brigadieri) con formazione certificata nel settore. Essi fungono da punti di riferimento per i Reparti sul territorio nello sviluppo delle indagini e rappresentano l’elemento di raccordo con la Sezione Atti Persecutori del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma, per un più compiuto apprezzamento e una più approfondita analisi dei casi.
La preparazione dei militari è assicurata da specifici corsi presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative (ISTI) di Velletri (RM), centro di alta qualificazione dell’Arma dei Carabinieri.
Il quadro normativo e sociale, in continua evoluzione e segnato nel 2019 dall’introduzione del cosiddetto “Codice Rosso” e dalle successive integrazioni normative — che hanno portato alla ridefinizione della fattispecie di femminicidio e all’introduzione di nuovi strumenti preventivi, quali l’Ammonimento del Questore — impone un costante aggiornamento tecnico-giuridico per tutti i militari dell’Arma chiamati a operare in questo delicato settore.














