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Politica | 17 marzo 2026, 17:19

Università privata a Savona e Imperia, interrogazioni in Consiglio regionale di Pd e Avs. Nicolò: "Ci sono anche in altre regioni"

La giunta regionale ribadisce che l’operazione non comporta interferenze con l’offerta formativa dell’Università di Genova

Università privata a Savona e Imperia, interrogazioni in Consiglio regionale di Pd e Avs. Nicolò: "Ci sono anche in altre regioni"

Mentre proseguirebbero i sopralluoghi dell’Università privata Link nel Savonese e nell’Imperiese per individuare una sede dove attivare corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria, Pd e Avs chiedono chiarimenti alla giunta regionale.

Sono due le interrogazioni discusse in aula e illustrate da Simone D’Angelo (Pd) e Jan Casella (Avs).

"Riteniamo sbagliato e dannoso spalancare le porte della formazione a un ateneo privato – spiega Casella – proprio nel momento in cui sono stati soppressi i corsi di laurea in Fisioterapia dell’Università di Genova attivi a Pietra Ligure e alla Spezia, con conseguenze per gli studenti, per i territori e per l’offerta formativa pubblica nelle professioni sanitarie. In Liguria sono già attivi i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria all’Università di Genova. Ricorrere a un accordo con i privati significa sminuire il ruolo dell’attività didattica collegata al servizio sanitario pubblico regionale".

"Abbiamo chiesto chiarimenti all’assessore regionale alla Sanità su questa procedura – aggiunge Casella – perché nutriamo forti perplessità. La risposta della giunta non ha dissipato i nostri dubbi: i motivi di questa scelta restano poco chiari e chiediamo alla Regione di cambiare radicalmente decisione".
Il Partito democratico chiede inoltre chiarimenti sui tempi di adozione degli atti e sull’eventuale utilizzo di spazi pubblici da parte dell’università privata per l’insediamento dei corsi di laurea.

"La Regione ha semplicemente definito un quadro di regolazione – risponde l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò –. Il successivo decreto ministeriale ha riconosciuto un accreditamento di durata biennale. Si tratta di una legittima collaborazione istituzionale che non incide in alcun modo sul ruolo dell’Università di Genova né comporta spesa pubblica".

"Chi vi parla è un professore dell’Università di Genova- conclude Nicolò - quindi dovrei essere il primo contrario al subentro di strutture di questo tipo. Tuttavia credo che, come avviene in altre regioni dove esistono università private, non si debba chiudere la porta se un ateneo privato bussa alle nostre porte, escludendo il libero accesso degli studenti a questa facoltà".

"Noi avevamo posto due domande alle quali l'assessore Nicolò non ha risposto – ribatte D'Angelo – e le ripresenteremo al prossimo consiglio".

Elena Romanato

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