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Politica | 28 aprile 2026, 08:49

Crosetto (FdI Albenga e Valli Ingaune): "Non generalizziamo sui giovani, ma la sicurezza va affrontata con coerenza"

"Singolare che il sindaco Tomatis si accorga solo adesso della deriva criminale che da tempo interessa il nostro comprensorio"

Crosetto (FdI Albenga e Valli Ingaune): "Non generalizziamo sui giovani, ma la sicurezza va affrontata con coerenza"

“Condividiamo un principio semplice ma fondamentale, la stragrande maggioranza dei ragazzi del nostro territorio si diverte in modo sano, nel rispetto di sé stessi e degli altri. Ed è giusto ribadirlo con chiarezza, per evitare le solite generalizzazioni che finiscono per colpire un’intera generazione per colpa di pochi”. Roberto Crosetto, presidente del circolo di Fratelli d’Italia Albenga e Valli Ingaune, interviene in merito alle dichiarazioni del sindaco Riccardo Tomatis sull’episodio avvenuto nei pressi dei locali al confine tra Alassio e Albenga.

“Proprio per questo, però, troviamo singolare che il sindaco si accorga solo adesso della deriva criminosa che da tempo interessa il nostro comprensorio. Risse, furti, spaccio, degrado e situazioni critiche non nascono certo oggi, né tantomeno con il Governo Meloni. Far passare l’idea che prima tutto fosse percezione e che i problemi siano comparsi soltanto negli ultimi anni è una lettura comoda, ma lontana dalla realtà che i cittadini conoscono bene”.

“Colpisce inoltre che a impartire lezioni di fermezza sia un’amministrazione il cui sindaco, dal palco del Teatro Ambra, ha invitato i giovani a non abbassare la testa nemmeno davanti ai manganelli della polizia. Parole che hanno già suscitato polemiche pubbliche e che restano difficilmente conciliabili con i richiami odierni al rispetto delle regole e delle istituzioni”, aggiunge. 

“Ancora più curioso è il tentativo di accreditarsi come esempio educativo quando, per ben due volte, la maggioranza ha respinto o fatto venir meno iniziative legate ai test antidroga per gli amministratori. Una scelta che sarà anche politicamente difendibile, ma che sul piano simbolico indebolisce molto la credibilità di certi appelli morali rivolti ai giovani e alla cittadinanza”.

“La sicurezza non si garantisce con comunicati tardivi o con il solito scaricabarile verso Roma. Si garantisce con coerenza, presenza sul territorio, sostegno vero alle forze dell’ordine e capacità di affrontare i problemi quando si manifestano, non quando diventa politicamente conveniente parlarne”.

“Prima di attribuire responsabilità ad altri, forse questa amministrazione dovrebbe avere l’onestà di interrogarsi su ciò che ha fatto, o non ha fatto, in questi anni. Perché i cittadini non hanno bisogno di narrazioni di comodo, ma di serietà, lucidità e credibilità istituzionale”, conclude. 

Redazione

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