Nel Consiglio comunale di Pietra Ligure dello scorso 23 aprile, oltre alla nomina del nuovo presidente del Consiglio e del nuovo assessore, si è discusso anche della redistribuzione delle deleghe da parte del sindaco Luigi De Vincenzi.
Secondo il capogruppo di minoranza Mario Carrara, però, a colpire sarebbero soprattutto le “non deleghe”, ovvero le materie rimaste senza un assessore di riferimento. “Spiccano, paradossalmente, le ‘non deleghe’, cioè le materie per le quali non vi sia nessuno che se ne occupi”, afferma il consigliere, evidenziando come il sindaco abbia invece mantenuto per sé le deleghe considerate strategiche: “Personale, Bilancio, Patrimonio, Pianificazione territoriale e Marketing territoriale”.
Tra gli ambiti rimasti senza delega specifica, Carrara cita in particolare finanze e cimiteri. “Per quanto riguarda i cimiteri, che a Pietra sono due, nel capoluogo ed a Ranzi - sostiene - le conseguenze, prodotte dal fatto che nessuno se ne occupi, sono sotto gli occhi di tutti”.
L’affondo più duro riguarda però la gestione economica del Comune. Carrara richiama i dati dei bilanci consuntivi dal 2020 al 2025, che mostrano un avanzo in costante crescita: dai 4,7 milioni del 2020 ai quasi 8 milioni del 2025. Il consigliere mette in relazione questi numeri con il calo della popolazione residente, evidenziando come il “credito attivo” teorico per abitante sia salito fino a quasi mille euro pro capite nel 2025.
“Sembrerebbe un dato del quale andare fieri, …ma non è per niente così”, osserva Carrara. “Cosa se ne fa ogni cittadino di avere per sé un ‘tutto teorico’ credito dell’attivo del bilancio comunale di quasi 1000 euro, se poi quel ‘credito attivo’ a lui non serve completamente a niente?”
Secondo il consigliere, gran parte delle risorse resterebbe infatti vincolata e non realmente spendibile dall’ente. A sostegno della sua tesi porta alcuni dati: nel 2023, a fronte di oltre 6,6 milioni di avanzo, la quota disponibile sarebbe stata di circa 716 mila euro; nel 2025, su quasi 8 milioni, appena 178 mila euro. “Ha senso - domanda Carrara - ‘spremere’ al massimo del consentito i cittadini ed ottenere nel 2025 solo 178 mila euro disponibili dagli oltre 7,9 milioni incassati?”.
Nel mirino finiscono anche le aliquote comunali, che secondo Carrara sarebbero mantenute da anni ai livelli massimi consentiti dalla legge, in particolare per IMU, TARI e addizionale Irpef.
“A Pietra Ligure è stata imposta l’aliquota massima possibile - dichiara - lo 0,80%, negli anni passati, per far fronte alle difficoltà finanziarie del momento. Ora, come s’è visto, quelle difficoltà finanziarie, con gli ‘attivi di bilancio’ multimilionari, da anni, non esistono più”. Da qui la richiesta politica rivolta all’amministrazione: “Anziché puntare a fare attivi di bilancio multimilionari, che poi non si possono utilizzare per le necessità del Comune, non sarebbe più giusto ed onesto puntare al solo pareggio di bilancio e ridurre la pressione fiscale?”.
Carrara interviene anche sul tema delle multe stradali, citando gli introiti derivanti dalle sanzioni per violazioni del codice della strada. Secondo i dati riportati dal consigliere, nel 2025 gli incassi avrebbero superato 1,3 milioni di euro, in larga parte legati all’autovelox sull’Aurelia in corso Italia. “Con cifre del genere come si fa a sostenere che certi autovelox non siano messi lì per far cassa?”, attacca Carrara, riferendosi in particolare alle sanzioni per eccesso di velocità rilevate lungo il tratto cittadino dell’Aurelia.
In conclusione, il consigliere di minoranza ribadisce quella che definisce “un’esigenza di giustizia e di equità”: ridurre la pressione fiscale comunale: “Quella dei Comuni può essere ridotta benissimo dagli stessi Comuni, specie come quello di Pietra Ligure che - conclude Carrara - abbiamo dimostrato, sono anni che incassa milioni senza poterli spendere”.














