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Attualità | 26 maggio 2026, 13:00

A Cairo il naufragio di Cutro diventa teatro: il cuore che nasce dal legno emoziona il pubblico

Lo spettacolo ha coinvolto studenti e scuole in un percorso tra memoria, musica e integrazione, culminato nella lettura della poesia di Pinocchio in italiano e tunisino, simbolo di dialogo tra culture e accoglienza

Al Teatro Chebello di Cairo Montenotte si è svolta una serata di grande partecipazione ed emozione con lo spettacolo “Storia di un legno che si fa cuore”, promosso dalla Bottega Solidale di Carcare e dall’Associazione Pippo Vagabondo. Un appuntamento che ha saputo intrecciare teatro, scuola e impegno civile, trasformando il palcoscenico in uno spazio di riflessione condivisa.

L’evento si è aperto con la proiezione del video realizzato dagli studenti della classe 3ª A dell’Istituto Comprensivo Borsellino-Ajello, invitati a prendere parte all’iniziativa. Un lavoro intenso, dedicato al naufragio di Cutro, che ha colpito profondamente il pubblico in sala, dando subito il tono di una serata segnata da emozione e consapevolezza.

A seguire, insieme agli studenti dell’Istituto Cortemilia-Saliceto, i ragazzi hanno dato vita a una performance corale ricca di significato, guidata da Sara Moretti e Paolo Scorzoni della Compagnia Teatro 21. Tra musica, danza e parola, lo spettacolo ha raccontato il percorso simbolico di un semplice pezzo di legno che, trasformandosi, diventa cuore: emblema di umanità, ascolto e possibilità di incontro.

Il cuore è stato il filo conduttore dell’intera rappresentazione, protagonista invisibile e potente di una narrazione che ha intrecciato crescita personale, accoglienza e inclusione. Un messaggio reso ancora più forte dal finale, affidato alla lettura della poesia di Pinocchio in italiano e tunisino, gesto simbolico di dialogo tra culture diverse e di apertura verso l’altro. Un momento reso possibile anche dalla presenza dei ragazzi di Mazara del Vallo, che hanno contribuito a dare ulteriore profondità all’iniziativa.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla dirigente scolastica Eleonora Pipitone, che ha sostenuto con convinzione il progetto, riconoscendone il valore educativo e umano. Una serata che ha dimostrato, ancora una volta, come la scuola e il teatro possano diventare strumenti potenti di crescita e di comunità.

Graziano De Valle

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