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Attualità | 09 giugno 2026, 15:50

Recinzione nel parco giochi delle scuole ad Albisola, la minoranza: "Secondo il Sindaco la colpa sarebbe dei genitori, accusati di 'stare al cellulare'. Uno schiaffo alle famiglie"

Scontro in consiglio comunale dopo la raccolta firme e i cartelli di protesta: "Albisola merita rispetto, non provocazioni"

Recinzione nel parco giochi delle scuole ad Albisola, la minoranza: "Secondo il Sindaco la colpa sarebbe dei genitori, accusati di 'stare al cellulare'. Uno schiaffo alle famiglie"

L'installazione di una recinzione nel parco giochi de La Massa dopo l'ampliamento accende il consiglio comunale di Albisola Superiore.

Il gruppo di minoranza "Uniti per Albisola" ieri in consiglio comunale ha presentato un'interpellanza dopo che nelle settimane scorse era stata prima lanciata una raccolta firme su Change.org e poi erano stati posizionati dei cartelli di protesta sui cancelli delle scuole albisolesi (leggi QUI).

Al Sindaco Maurizio Garbarini e alla giunta è stato richiesto quindi per quali ragioni tecnico-progettuali "l’ampliamento del nuovo parco giochi in zona "La Massa" sia stato concepito e consegnato alla cittadinanza privo di una recinzione perimetrale di sicurezza e sulla messa in sicurezza "se l’Amministrazione comunale intenda accogliere con urgenza la richiesta delle famiglie e dei firmatari della petizione, provvedendo all'installazione di una recinzione a norma di legge per proteggere l'incolumità dei bambini. Si chiede altresì se è prevista una pavimentazione idonea anche a manto erboso per evitare l’attuale situazione di pericolo provocata da radici di alberi in superficie e frequenti avvallamenti post eventi piovosi".

Nell'interrogazione inoltre è stato richiesto quali tempi sono stati previsti "per la progettazione e la posa in opera della barriera protettiva e del manto e se siano già state individuate le relative risorse di bilancio" e sulle misure transitorie "quali soluzioni temporanee di vigilanza o delimitazione provvisoria si intendano adottare nelle more dell’installazione della recinzione definitiva, al fine di azzerare i rischi di incidente nell'immediato".

Il gruppo di opposizione ha chiesto anche la documentazione cartacea del progetto e la ditta che ha installato i giochi e i costi sostenuti dal Comune per l'ampliamento. 

"Nell'ultimo consiglio comunale abbiamo assistito a una pagina davvero triste per la nostra comunità. Alla nostra richiesta di mettere in sicurezza il parco giochi con una recinzione, le risposte del Sindaco e dell’Assessore all’Istruzione Brizzo sono state inaccettabili. Per il Sindaco la sicurezza dei bambini non è una priorità, 'perché non esiste una norma nazionale che la imponga'. Ma la cosa più grave è stato lo scaricabarile: secondo il Primo Cittadino, la colpa sarebbe dei genitori albisolesi, accusati di 'stare al cellulare' e di aver bisogno di un recinto solo per loro comodità, arrivando a colpevolizzare persino i bambini che 'rompono le transenne'. A rincarare la dose ci ha pensato l’Assessore Brizzo, che ha persino minacciato di andare ai giardini a fare video ai genitori per dimostrare la loro presunta 'disattenzione' a causa degli smartphone - spiegano dal gruppo consiliare di minoranza - Come gruppo di minoranza ci aspettavamo risposte istituzionali, soluzioni e buonsenso. Abbiamo ricevuto solo uno sproloquio paternalistico su come si educano i figli. Questo è un vero e proprio schiaffo alle tantissime famiglie che hanno firmato la petizione. Prima dell'ampliamento dei giochi la recinzione c'era: la chiediamo oggi, a maggior ragione, per tutelare i nostri bambini. Albisola merita rispetto, non provocazioni".

"Noi ci impegniamo a segure il problema e coinvolgere tecnici e architetti per chiedere pareri tecnici sulla fattibilità della recinzione perchè crea forti preoccupazioni visto il transito di auto. Le famiglie non hanno bisogno di rimpoveri dall'amministrazione. Chiedono solo servizi adeguati all'infanzia nella sicurezza di tutti, cosa per cui il Sindaco è titolato a salvaguardare tra le sue priorità" concludono le consigliere Serena Cello e Stefania Scarone.

Luciano Parodi

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