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Attualità | 25 giugno 2026, 10:31

Nel Finalese le ultime tracce neandertaliane della storia europea: le scoperte nei nuovi scavi dell'Arma delle Manie

Un team internazionale, guidato dal professor Negrino dell'Unige, sta portando a conclusione questa nuova campagna sulle tracce degli ultimi Neanderthal di 42.000 anni fa, mentre già dominava l'Homo Sapiens

Ha preso il via l'8 giugno e proseguirà fino al 3 luglio la nuova campagna di scavi archeologici (in regime di concessione) presso il sito paleolitico dell'Arma delle Manie, nel territorio di Finale Ligure, uno dei più importanti giacimenti europei per lo studio delle ultime popolazioni neandertaliane.

La ricerca è diretta dall'Università di Genova e vede la partecipazione di studiosi, ricercatori e studenti provenienti da numerose istituzioni italiane e internazionali, tra cui le Università di Genova, Bologna, Montréal (Canada), Siena e Roma, a testimonianza del forte interesse scientifico che questo sito riveste nel panorama della ricerca preistorica mondiale. Le attività sono sostenute da importanti finanziamenti nazionali e internazionali, tra cui l'ERC Synergy Grant "Last Neanderthals", fondi dell'Université de Montréal e un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) coordinato dalle Università di Genova e Roma, con il supporto della Soprintendenza archeologica della Liguria.

L'Arma delle Manie conserva infatti i livelli di occupazione attribuiti agli ultimi Neandertaliani non solo della Liguria, ma probabilmente dell'intera Europa occidentale, vissuti circa 42.000 anni fa, in una fase cruciale della storia umana. In quel periodo il continente europeo era già ampiamente occupato da gruppi di Homo sapiens, mentre le popolazioni neandertaliane apparivano ormai drasticamente ridotte e frammentate, forse limitate a poche migliaia o addirittura poche centinaia di individui.

Spiega il professor Fabio Negrino, docente dell'Università degli Studi di Genova - Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia "Le ricerche condotte negli ultimi anni hanno già restituito risultati di straordinaria importanza scientifica. Tra le scoperte più significative figurano il recupero di DNA neandertaliano direttamente dai sedimenti, un risultato ancora raro a livello internazionale, il rinvenimento di un dente appartenuto a un individuo neandertaliano, centinaia di manufatti litici e migliaia di resti faunistici. L'analisi di questi reperti ha documentato la presenza di una ricca fauna pleistocenica comprendente rinoceronte, megacero, cervo e numerose altre specie, fornendo informazioni fondamentali sulle strategie di caccia, sull'alimentazione e sulle condizioni ambientali affrontate dalle ultime comunità neandertaliane".

L'obiettivo della campagna 2026 è approfondire lo studio dei livelli archeologici più ricchi del sito, nella speranza di acquisire nuovi dati capaci di chiarire una delle questioni più affascinanti della preistoria: perché i Neandertaliani scomparvero proprio nel momento in cui Homo sapiens si stava espandendo in Europa?

"Le evidenze raccolte finora - prosegue il professor Negrino - suggeriscono che la Liguria possa aver rappresentato uno degli ultimi rifugi europei delle popolazioni neandertaliane, un territorio relativamente favorevole sotto il profilo climatico ed ecologico, nel quale piccoli gruppi umani riuscirono a sopravvivere più a lungo rispetto ad altre regioni del continente. Per questo motivo l'Arma delle Manie si configura oggi come un osservatorio privilegiato per comprendere le dinamiche che accompagnarono la fine di una delle più straordinarie avventure umane della storia evolutiva". 

Entusiasmo per il prosieguo di questa iniziativa da parte del Vicesindaco e Assessore alla Cultura, Maura Firpo: "Come Amministrazione seguiamo questo scavo con grande interesse fin dalla sua ripresa; ringrazio il professor Negrino per il lavoro svolto del quale abbiamo potuto apprendere, insieme al Sindaco che ha voluto partecipare a questa visita, di queste importantissime nuove scoperte dalla grande importanza a livello scientifico e che porteranno questo scavo dell'Arma delle Manie a essere uno dei più importanti siti archeologici d'Europa. E' quindi fonte di grande soddisfazione e orgoglio da parte dell'Amministrazione poter aggiungere un altro tassello, un'altra pietra preziosa nel grande patrimonio culturale, monumentale, ambientale, storico e archeologico della nostra meravigliosa Finale".

La campagna di scavo rappresenta inoltre un importante riconoscimento del ruolo svolto dall'Università di Genova nella ricerca preistorica internazionale. "I risultati ottenuti sono il frutto di anni di studi e attività sul territorio ligure, che hanno progressivamente trasformato la regione in uno dei laboratori più importanti d'Europa per lo studio delle popolazioni umane del Paleolitico. Attraverso collaborazioni internazionali, metodologie innovative e un intenso lavoro sul campo, l'Università di Genova continua così a contribuire in maniera significativa alla ricostruzione delle origini e dell'evoluzione delle popolazioni che hanno abitato il continente europeo", conclude il professor Negrino.

Redazione

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