Ribadire con forza e in modo formale la contrarietà a qualsiasi ipotesi di inceneritore in Valle Bormida; esigere da subito il coinvolgimento della Regione Piemonte anche prima delle fasi di valutazione o autorizzative, per garantire la totale tutela sanitaria, turistica e ambientale del territorio e dei cittadini piemontesi interessati; condurre uno studio autonomo sull’impatto viabilistico e cumulativo ambientale dell’eventuale inceneritore nei Comuni del territorio: questi i tre impegni contenuti in un Ordine del giorno, che vede come primo firmatario il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti.
"La Valle Bormida ha già dato e ora sta faticosamente vivendo una cruciale fase di rinascita, trainata da un crescente sviluppo turistico, naturalistico e culturale che valorizza la ritrovata bellezza ambientale. Questo rilancio deve essere supportato dalla Giunta Cirio, anche aiutando i Comuni della Valle a consolidare il brand turistico locale. Dal momento che la Liguria fino ad oggi non ha ritenuto di coinvolgere il Piemonte, è urgente che l’amministrazione regionale ponga in campo una serie di azioni a tutela della Valle Bormida".
"Stiamo parlando di un impianto da 220.000 tonnellate annue di rifiuti, che genererebbe un massiccio traffico di mezzi pesanti su una rete viaria collinare e montana inadeguata, vanificando gli enormi sforzi di riconversione economica e d’immagine compiuti dalle comunità locali di Cuneo, Asti e Alessandria. Per questo la Regione Piemonte deve pretendere il proprio coinvolgimento in ogni fase autorizzativa, incaricare uno studio autonomo sull’impatto dell’opera così da disporre di analisi dettagliate; esprimere in ogni sede la netta contrarietà alla realizzazione del termovalorizzatore da questo lato dell’Appennino", conclude.














