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Sanità | 07 luglio 2026, 09:33

Centrale unica del 118, a Savona la protesta non si ferma: due incontri per fermare il trasferimento a Genova

opo la raccolta di oltre 10 mila firme, il territorio torna a mobilitarsi. Domani il confronto pubblico alle Fornaci con istituzioni ed esperti, il 16 luglio il presidio davanti alla sede dell'Asl2 promosso dal consigliere regionale Roberto Arboscello

Centrale unica del 118, a Savona la protesta non si ferma: due incontri per fermare il trasferimento a Genova

Savona si mobilita per salvare la centrale del 118. Dopo la raccolta di oltre 10 mila firme contrarie al trasferimento della centrale operativa a Genova, il territorio torna a far sentire la propria voce con due nuovi appuntamenti pubblici.

Il primo è in programma domani sera, mercoledì 8 alle 21, alla SMS Serenella delle Fornaci, dove si terrà l'incontro dal titolo "Savona perde il 118. Il punto sul progetto che rivoluziona il soccorso"

Al dibattito parteciperanno Fabrizio Polverini, responsabile del progetto di accorpamento del 118 ligure, e Angelo Giupponi, responsabile del 118 della Liguria. Interverranno inoltre il sindaco di Savona Marco Russo, il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri, il presidente dell'Ordine dei Medici Luca Corti, l'ex responsabile del 118 di Genova Franco Bermano e Salvatore Esposito, già responsabile del servizio savonese.

Al tavolo dei relatori saranno presenti anche Ennio Peluffo, segretario della Funzione Pubblica Cgil, Nanni Carlevarino, presidente della Croce Bianca di Savona, e il giornalista Marcello Zinola. A moderare l'incontro sarà iMaurizio Pellissone.

La protesta proseguirà la settimana successiva con una manifestazione pubblica promossa dal consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello. L'appuntamento è fissato per giovedì 16 luglio, alle 18, in piazza Pertini, davanti alla sede amministrativa dell'Area sociosanitaria Locale 2 - Asl2, dove si svolgeranno un breve dibattito e un presidio simbolico aperto alla cittadinanza.

All'iniziativa prenderanno parte Andrea Tomasini, già direttore di dipartimento dell'Asl2, i rappresentanti sindacali Andrea Torrassa della Cisl Funzione Pubblica ed Ennio Peluffo della Cgil Funzione Pubblica, oltre allo stesso Arboscello.

Al centro delle preoccupazioni c'è la gestione delle emergenze sanitarie. Secondo i promotori della mobilitazione, la conoscenza del territorio e la rapidità nell'attivazione dei soccorsi rappresentano elementi indispensabili per garantire interventi efficaci. Per questo motivo il progetto non può essere considerato una semplice riorganizzazione amministrativa, ma una scelta destinata ad avere ricadute concrete sulla qualità del servizio.

Il piano della Regione Liguria prevede infatti che, entro la fine del 2026, tutte le chiamate di emergenza provenienti dalla provincia di Savona vengano gestite dalla centrale operativa del Policlinico San Martino di Genova. La riforma, inserita nella revisione del Piano sociosanitario regionale approvata circa un anno fa, porterà al passaggio dalle attuali cinque centrali operative distribuite sul territorio a un'unica sede regionale.

Per Savona si tratta di una prospettiva particolarmente significativa anche dal punto di vista storico. Proprio nella città della Torretta, infatti, nel 1984 nacque il primo centralino unico del 118, un modello organizzativo che negli anni successivi sarebbe stato adottato in tutta Italia. 

"Nonostante una petizione sottoscritta da 10 mila cittadini, nonostante gli ordini del giorno e le iniziative istituzionali portate avanti in questi mesi sulla salvaguardia della Centrale 118 di Savona, questa destra ha rifiutato ogni confronto decidendo di procedere sulla strada dell’accorpamento con Genova. Il territorio savonese ha già detto no e ha preso una posizione forte e chiara. Ora ci ritroveremo in piazza per sostenere con ancora più determinazione le istanze dei cittadini", commenta il consigliere regionale Pd Roberto Arboscello. 

"Ho iniziato questa battaglia sul piano istituzionale e amministrativo — prosegue — ma oggi è necessario allargarla a tutto il territorio. Per questo abbiamo organizzato una manifestazione aperta, in piazza, rivolta a cittadini, associazioni, sindaci, amministrazioni comunali, forze politiche, operatori sanitari, realtà sociali e chiunque abbia a cuore la difesa della salute pubblica. Non sarà un’iniziativa chiusa, ma un percorso in costruzione: tutti coloro che vorranno aderire, in forma singola o associata, saranno i benvenuti e potranno contribuire attivamente". 

"Non difendiamo il 118 di Savona per nostalgia o per affezione storica, anche se Savona ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita di questo servizio. Lo difendiamo perché riteniamo un grave errore accentrare tutte le centrali operative del 118 in un’unica sede. Parliamo di emergenza-urgenza, di rapidità di intervento, di conoscenza del territorio, di sicurezza dei cittadini. Sono aspetti troppo importanti per essere trattati come una semplice riorganizzazione amministrativa. Tutti i dati indicano che il sistema delle centrali 118 in Liguria è uno dei servizi che garantisce risultati importanti e rappresenta un’eccellenza. Non sempre centralizzare vuol dire migliorare. Anzi, l’esperienza dell’accentramento della centrale di Imperia ha già mostrato criticità e lacune che non possono essere ignorate", osserva.

"Il segnale che deve arrivare alla Regione deve essere forte: il savonese non accetta decisioni calate dall’alto su un servizio essenziale. La Centrale 118 di Savona va salvaguardata, non smantellata. Per questo invitiamo tutti a partecipare giovedì 16 luglio alle 18 in piazza Pertini. Difendere il 118 significa difendere la salute, la sicurezza e il diritto dei cittadini del nostro territorio ad avere un servizio di emergenza efficiente, vicino e radicato", conclude Arboscello. 

Elena Romanato

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