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Eventi | 14 luglio 2026, 08:45

Sedici omicidi nella Finale Spagnola: un libro riporta alla luce crimini e processi del Marchesato

Venerdì 17 luglio alle 21 nei Chiostri di Santa Caterina la presentazione del volume di Mario Berruti e Antonio Narice

Sedici omicidi nella Finale Spagnola: un libro riporta alla luce crimini e processi del Marchesato

Sedici omicidi, altrettante vicende giudiziarie e uno spaccato della vita nel Marchesato di Finale durante il dominio della corona di Spagna. È il cuore di "Crimini e criminali nella Finale Spagnola - Processi per omicidio", il libro di Mario Berruti e Antonio Narice, edito dalle Edizioni del Delfino Moro di Albenga, che sarà presentato venerdì 17 luglio alle ore 21 nei Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo.

Il volume nasce dallo studio dei documenti conservati presso l'Archivio Storico del Finale e appartenenti alla Curia criminale di Finalborgo. Dai verbali dell'epoca sono stati ricostruiti e trascritti sedici casi di omicidio commessi nel territorio del Marchesato durante la dominazione spagnola: storie di vendetta e gelosia, liti finite nel sangue, delitti per denaro, furti e debiti di gioco, ma anche tragedie accidentali e vicende giudiziarie segnate da torture e sospetti.

Tra i casi riportati nel libro figurano quello del bargello che a Finalborgo uccise il fratello e quello di un soldato assassino a Marina dopo un litigio nato dal furto di alcuni fichi. A Gorra, invece, una povera donna perse la vita per un colpo accidentale durante la festa di Santa Rosalia, mentre a Finalborgo un notaio si rese responsabile di un omicidio per il mancato pagamento di una parcella.

A Carbuta si consumò un delitto per gelosia e a Tovo un bandito venne ucciso per incassarne la taglia. Sui monti di Calvisio un giovane pastore fu assassinato da uno squilibrato, mentre a Feglino la vendetta di un ladro di cavoli ebbe conseguenze mortali.

Particolarmente drammatica la vicenda avvenuta sulla Caprazoppa, dove un pellegrino venne assassinato e due poveri mendicanti furono sottoposti a tortura sulla base di una delazione. A Marina, invece, un uomo morì in seguito a un litigio scoppiato in un'osteria.

Tra le pagine del volume trovano spazio anche un infanticidio avvenuto a Pia, vittima un bambino nato da una relazione clandestina, e il caso di Calice, dove una donna e il suo amante furono sospettati di aver avvelenato con una focaccia il marito di lei, condannato al remo.

Un boccale di vino fu all'origine di un omicidio in un'osteria di Rialto, mentre a Pia un uomo venne accoltellato a morte su un ponte per un debito di gioco. A Calvisio madre e figlia furono assassinate per rubare alcuni fichi e, ancora a Pia, un uomo uccise il cognato per vendetta dopo che il suocero gli aveva negato l'utilizzo della dote della propria figlia.

Alla ricostruzione storica si accompagna un complesso lavoro sulle fonti. Gli atti, originariamente redatti in spagnolo, latino e italiano volgare, sono stati tradotti e resi leggibili attraverso la trascrizione delle scritture dei diversi cancellieri, caratterizzate da calligrafie spesso quasi indecifrabili.

Dai documenti emergono così non soltanto torbide vicende criminali e giudiziarie, ma anche importanti particolari sulla vita quotidiana, sul territorio finalese e sui suoi borghi durante l'epoca della dominazione spagnola.

A presentare la serata, patrocinata dal Comune di Finale Ligure e dall'Associazione Emanuele Celesia, sarà Gerry Delfino. Nel corso dell'incontro, Paola Barbero e Lorenzo Rosciano leggeranno alcuni brani tratti dai processi, offrendo al pubblico la possibilità di ascoltare direttamente le testimonianze e le parole conservate negli antichi atti giudiziari.

Redazione

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