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Attualità | 16 luglio 2026, 07:37

Riqualificazione Piazza Vittorio Veneto a Varazze, presentato un ricorso al Tar per l'annullamento del progetto

Due residenti lo hanno presentato al Tribunale Amministrativo Regionale Ligure. Nel frattempo dopo un mese e mezzo di stop riparte il cantiere

Un ricorso al Tar per l'annullamento del progetto esecutivo dei lavori di riqualificazione di Piazza Vittorio Veneto a Varazze.

Come preannunciato nelle settimane scorse è stato presentato così da due residenti, Clelia e Francesco Camogli, al Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria in merito al restyling della tanto discussa piazza varazzina.

Il ricorso richiede anche l'annullamento "di ogni atto del procedimento, antecedente, preparatorio, presupposto, conseguente e/o comunque connesso ed in particolare degli sconosciuti atti di validazione del progetto nonché della deliberazione della Giunta comunale 19 dicembre 2024 n. 149, recante approvazione del progetto di fattibilità tecnico economica dell’intervento di riqualificazione".

Diverse le criticità messe in luce dal ricorso: dal fatto che il progetto "non rispetta la soluzione architettonica originaria; altera le quote altimetriche della piazza mediante la realizzazione di due grandi manufatti/vasche che occupano la piazza per oltre metà della sua  superficie, destinate a contenere ex novo oltre 180 mc di terreno;  prevede l’utilizzo di materiali estranei alla tradizione del centro storico di Varazze ed incongrui rispetto all’ambiente circostante (cordoli a rivestimento delle grandi vasche in corten; pensilina bus in lamiere di acciaio zincato; aiuola mezzaluna a contorno della pensilina e rivestimento del basamento per  elemento scultoreo sempre in acciaio corten; sedute in cemento); prevede la piantumazione di ben 1016 piante (di cui 19 alberi e 47 grandi arbusti), che altereranno la fisionomia della piazza, storicamente caratterizzata  dalla presenza di una palma in posizione centrale (come dà atto la stessa relazione tecnico descrittiva del progetto: la palma al centro della piazza costituisce fin dalla fine del secolo XIX “una sorta di obelisco vegetale che su se stesso accentra l’attenzione”); prevede l’impianto di molte essenze vegetali che, contrariamente a quanto dichiarato nella relazione progettuale del verde, non sono autoctone e  tradizionali e non fanno parte della macchia mediterranea, provenendo da  differenti contesti fitogeografici, comprese specie australiane, sudamericane e  centroeuropee.

I due residenti, sorella e fratello, proprietari di immobili su via Coda e Piazza Vittorio Veneto sono inoltre preoccupati per le loro abitazioni.

"Come risulta dalla relazione tecnica asseverata che si produce e dal raffronto tra le fotografie dello stato attuale ed i fotoinserimenti delle opere a progetto, i nuovi muri eretti in violazione della distanza di 10 metri dal fabbricato, con la vegetazione che sarà piantumata nelle vasche XXL Green, priveranno di vista, 
di luce e di aria non solo il piano terreno ed il primo piano della palazzina di proprietà della signora Clelia Camogli (che rimarranno completamente chiusi ed oscurati dietro una barriera di cemento e di vegetazione) ma anche il secondo piano.  Anche l’appartamento di Piazza Vittorio Veneto n. 3/1 sarà privato di luce e di  vista sulla passeggiata a mare dalla vegetazione e dalla pensilina bus. Sono evidenti anche le problematiche di sicurezza per i ricorrenti e per i passanti, che deriveranno dalla presenza delle vasche con sovrastante vegetazione fitta e continua" viene spiegato nel ricorso.

Lo scorso 22 maggio la piazza varazzina era stata transennata ed erano iniziate le prime demolizioni ma poi dopo qualche giorno il cantiere si era fermato riprendendo gli interventi martedì scorso dopo più di un mese e mezzo.

IL PROGETTO

L'amministrazione comunale aveva deciso di riqualificare lo spazio urbano nel quartiere San Nazario. Tra gli obiettivi anche la creazione di un attraversamento pedonale tra la piazza e la passeggiata di Viale Paolo Cappa con il posizionamento di un attraversamento pedonale smart a chiamata. È stato previsto l'ampliamento del marciapiede nel lato delle attività commerciali di via Torino. Attualmente si presenta come uno spazio pedonale, asfaltato, con un'aiuola baricentrica ed una illuminazione pubblica precaria. L'area risulta con una pavimentazione che indirizza le acque piovane anche nel percorso di via Coda che lamenta, per una sua naturale collocazione problematiche di smistamento delle stesse nei condotti già esistenti. Per questo verrà risolta la criticità sulla regimentazione.

Verrebbe quindi ampliato il percorso pedonale di via Colombo, lato centro storico e la possibilità di realizzare nuovi e più ampi dehors a servizio delle attività commerciali; l'utilizzo di arredi urbani già presenti nella passeggiata a mare e nel recente intervento di ponente con lo scopo di fornire unitarietà alla visione d’insieme della città; scelta di utilizzare la stessa pavimentazione lapidea del lungomare per la sola piazza con lo scopo di inserirla come sua naturale porzione; l'attenzione sarà posta per il superamento delle barriere architettoniche con lo scopo di consentire l’accesso al sito anche alle categorie protette.

È stato inoltre scelto il verde, la Poseidonia verde, da posizionare nell'area. In totale 19 alberi, 47 grandi arbusti/cespuglioni, 976 arbusti e tappezzanti per complessive 1042 piante.

Sarà realizzato un impianto fotovoltaico integrato nella pensilina bus presente e migliorata con lo scopo di incamerare ed utilizzare energia pulita per l’illuminamento e per i servizi di ricarica e connessione alla rete per cellulari e tablet tramite wi-fi (l'amministrazione dovrà decidere se optare o meno per questa ipotesi) così come sulle nuove panchine. Saranno presenti anche delle telecamere.

Il cantiere era previsto che partisse entro la fine del 2025, con la fine dei lavori entro la fine del 2026. Il progetto di restyling aveva ottenuto un finanziamento dal Fondo Strategico Regionale di 1 milione e 269mila euro.

Non erano mancate le critiche in consiglio comunale con il gruppo di opposizione "Varazze Domani" che aveva richiesto una costituzione di una commissione d'indagine sul progetto "per poter verificare la regolarità degli atti alla base del finanziamento regionale e dei documenti in esso contenuti, le eventuali responsabilite dei soggetti coinvolti e i rischi per l'Ente". Era stata anche avviata una petizione. 

L'OPERA DEL "POSEIDONE SURFISTA" 

Il Comune nei mesi scorsi aveva affidato un incarico di consulenza esterna allo storico dell'arte con indirizzo artistico Marco Franzone per la valutazione dell'installazione artistica.

L'amministrazione aveva infatti inviato una richiesta all'artista Teo Martino per realizzare un'opera scultorea in marmo bianco.

Era stata prevista una statua di un Poseidone "surfista" in infradito con gli occhiali e con il berretto e verrà posizionata a lato della piazza. L'opera denominata "Nettuno mi può giudicare" sarà di più di due metri di altezza per un totale con il basamento di 3 metri e mezzo e verrà realizzata in tre pezzi. La spesa complessiva doveva attestarsi sui 326mila euro (dagli ultimi atti ufficiali sarebbero stanziati 294mila euro per l'acquisto del l'elemento scultoreo compresa l'Iva al 5%). 

L'affidamento dei lavori per l'opera artistica seguirà quindi un procedimento dedicato, nel rispetto delle disposizioni in materia di affidamenti di opere d’arte, considerata la specificità e la natura autonoma della proposta.

"A supporto dell’attività istruttoria e in un’ottica di massima trasparenza, si ritiene di acquisire una perizia tecnica di congruità sull’offerta realizzativa ed economica presentata dall’artista, al fine di confermare la coerenza del progetto già validato e fornire un ulteriore elemento oggettivo a garanzia dell’Ente - veniva spiegato nella determina dirigenziale - Ritenuto, pertanto, necessario acquisire un supporto valutativo esterno da un professionista esperto in arte al fine di acquisire un giudizio critico sull'opera (statua in marmo di Teo Martino), in merito all’inquadramento dell'Artista e alla conformità dell'opera agli standard di rilievo pubblico, nonché un’analisi della coerenza e dell'armonizzazione dell'installazione artistica con il progetto complessivo di riqualificazione urbana della Piazza Vittorio Veneto, con specifico riguardo al contesto storico e alla percezione pubblica. Considerato che tale consulenza artistica, per l'elevato contenuto tecnico-artistico delle questioni da trattare, rientra nella categoria dei servizi di cui è indispensabile l'affidamento ad un professionista di comprovata e specifica competenza in materia".

Redazione

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