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Politica | 18 luglio 2026, 15:45

Pietra, Carrara attacca sul boom edilizio: "Verso un futuro fatto solo di cemento e affari"

Il consigliere di minorana critico sugli interventi in via Torino, viale della Repubblica e nell'area dell'ex hotel Capri: "Dopo 22 anni il Piano Regolatore non c'è ancora"

Pietra, Carrara attacca sul boom edilizio: "Verso un futuro fatto solo di cemento e affari"

"Pietra Ligure: verso un futuro fatto solo di cemento e affari. Nella città che cerca da 22 anni di scrivere il Piano Regolatore, questi sono gli effetti". È l'analisi del consigliere comunale della lista Indipendente per Pietra, Mario Carrara, che interviene sui principali interventi edilizi in corso sul territorio.

"Basta guardarci in giro e non si vedono altro che ristrutturazioni edilizie - osserva il consigliere - lo si vede in modo eclatante soprattutto nella parte a levante della città, oggetto di un'esplosione di interventi di abbattimenti/ricostruzioni che finora non ha avuto pari".

Tra gli esempi richiamati figura quello di via Torino. Carrara sostiene che "potrebbe andare nei manuali di urbanistica sotto il titolo: 'Lasciando costruire migliaia di metri cubi di cemento, come fare per peggiorare il percorso di una strada pubblica, prima rettilinea e poi con curve, e come distorcere uno spazio sostanzialmente pedonale, come avrebbe potuto essere con verde e panchine, invece "semiprivatizzandolo", facendolo diventare area per parcheggi privati con cavalletto e area di manovra per veicoli (in una zona semi pedonale)'". E aggiunge: "In poche parole, questo è il riassunto di quello che è successo in via Torino recentemente. Ma non è ancora finita lì! Ne parleremo più avanti".

Il consigliere afferma inoltre che "sono alle battute finali di rilascio dei permessi a costruire altri progetti. Ben evidenti per la loro portata". Tra questi cita un intervento in viale della Repubblica che, a suo dire, "prevede la demolizione di una casetta di due piani con la successiva ricostruzione in un nuovo condominio". Sul progetto osserva: "Risultato: da 1 unità immobiliare a 12; in via Crispi quel terreno diventa un parcheggio promiscuo: pubblico e privato". Un altro intervento, aggiunge, "si farà sul monte Grosso: qui passiamo da due unità immobiliari originarie ad otto".

Carrara richiama poi l'attenzione sull'immobile all'angolo tra via Torino e viale della Repubblica: "Ci sta per lasciare la costruzione di un ridente bar, per anni punto di ritrovo di residenti e turisti, che verrà abbattuta e ricostruita come sede di uffici in una palazzina di due piani".

Ampio spazio è dedicato all'area dell'ex hotel Capri. "L'intervento edilizio, però, più poderoso e complesso riguarda gli abbattimenti/ricostruzioni e nuove costruzioni che si stanno attuando sul terreno di quello che fu l'hotel Capri - sottolinea il consigliere - Qui i nuovi fabbricati sono due".

Con riferimento al primo edificio, Carrara osserva: "L'ex hotel Capri sembra che abbia goduto, sostanzialmente, da questa Amministrazione, di una sorta di 'deroga al contrario', infatti, non si è ben capito perché, ma per questa ristrutturazione di un fabbricato nato proprio come 'albergo' negli anni '70, non si sia insistito nel volerne una parte ristrutturata sempre come 'albergo', conformemente a tutti gli altri casi analoghi trattati. Per questo edificio, invece, si è consentita la ristrutturazione interamente come unità immobiliari 'abitative'. Quindi, esso passa interamente da 'albergo' a ben 23 nuovi appartamenti. Basta".

Sul secondo edificio afferma invece che è "frutto del trasferimento del volume di una costruzione abbattuta in corso Italia, nei pressi del passaggio a livello, alla quale è stato aumentato il volume originario del 35%, per cui in questo nuovo palazzo ci staranno 9 nuovi alloggi".

Il consigliere riferisce inoltre di avere effettuato un sopralluogo nei cantieri: "Per interventi così poderosi e complessi volevamo saperne di più, così siamo andati sul posto per consultare i cartelli illustrativi dei due interventi edilizi medesimi". E aggiunge: "Ce n'era solo uno. per giunta, ci è sembrato anche assai reticente. Cui, a fianco, era affisso un foglio di carta formato A3. Per l'altro intervento, quello del palazzo coi 9 nuovi appartamenti non c'era nessun cartello. Nonostante i lavori siano, ormai alla seconda soletta".

Successivamente, prosegue, "ci siamo recati all'ufficio tecnico, esercitando le nostre funzioni di controllo come consiglieri comunali". Lì sono state acquisite informazioni sui progetti e sui professionisti incaricati: "Indubbiamente, la scelta di professionisti bravi e competenti - dichiara a tal proposito l'esponente di opposizione - costituisce, già con il nome di 'fama', la garanzia di un esito positivo di approvazione del progetto e di un iter sicuro nelle fasi delle costruzioni successive".

Nelle conclusioni, Carrara esprime una valutazione complessiva sull'evoluzione urbanistica della città: "Casette che diventano palazzi, palazzi che diventano grattacieli, casotti che danno volumi per fare più appartamenti… Ma dove vuole arrivare quest'espansione smisurata del cemento a Pietra Ligure?". E prosegue: "Si vuole far diventare davvero Pietra Ligure una città da 100.000 abitanti, ma solo a Luglio ed Agosto, a Natale ed a Pasqua e nei ponti delle feste comandate? Cioè un vero inferno invivibile? Un alveare o un formicaio brulicante per determinati tempi dell'anno?".

"Ma questa situazione - evidenzia ancora Carrara - ha la sua maggiore responsabilità perché è dal 2004 che un pool di tecnici sta studiando come fare il nuovo Piano Regolatore! 22 anni, e non è ancora finita, per fare un Piano Regolatore di un paesino di poco più di 8.000 abitanti". E conclude: "Forse la vera ragione è proprio questa, ma non lo sappiamo. Ma dopo ventidue anni e dopo gli scempi che stiamo vedendo in giro, è lecito pensare questo ed altro".

Redazione

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