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Politica | 16 luglio 2026, 20:02

Centrale unica del 118, il Pd torna in piazza. Arboscello: "A rischio competenze e conoscenza del territorio" (FOTO E VIDEO)

Davanti alla sede dell'Asl2 il presidio promosso dai democratici. L'ex primario del 118 Esposito evidenzia le criticità tecniche e organizzative della centrale unica

"Questa provincia è stufa di subire scelte da chi sta a Genova". Il Pd non si arrende e prosegue con la sua mobilitazione a difesa della centrale del 118 e, a alcuni anni di distanza dalla mobilitazione per la difesa del punto nascite del San Paolo, torna in piazza Pertini, davanti alla sede dell'Asl2.

La manifestazione, voluta dal consigliere regionale dem Roberto Arboscello, arriva dopo una raccolta di oltre 10.500 firme contro l'accorpamento in una centrale unica di un modello di gestione dell'emergenza nato proprio a Savona e poi esportato nelle altre province liguri e in tutta Italia.

"Non sono bastate le 10.500 firme raccolte contro questa chiusura – spiega Arboscello –. Non sono bastati gli ordini del giorno approvati in tantissime amministrazioni comunali. Non sono bastate le nostre interrogazioni e gli ordini del giorno presentati in Consiglio regionale".

"Ci troviamo di fronte a una Giunta regionale sorda alle istanze del territorio – prosegue – per l'ennesima volta incapace di ascoltare le richieste del Savonese. È stata necessaria una manifestazione di piazza che, direi, ha raccolto un buon numero di persone e che ha espresso con forza il proprio no a una scelta ancora una volta calata dall'alto: una decisione presa da chi vive a Genova, che non si preoccupa del territorio savonese e, voglio aggiungere, colpevolmente agevolata anche da chi quel territorio dovrebbe rappresentarlo e difenderlo e invece non lo fa nelle sedi istituzionali".

Le conseguenze di un accorpamento porterebbero numerose criticità, secondo il consigliere democratico.

"L'accorpamento produrrà tutte le criticità che abbiamo già evidenziato con quello delle centrali di Imperia e del Tigullio – prosegue –. Non si sono visti i vantaggi annunciati, mentre sono emerse grandi criticità: non sono ancora pienamente operativi tutti i sistemi tecnologici, i mezzi non sono completamente geolocalizzati, i ponti radio non funzionano a sufficienza e, soprattutto, bisogna smetterla di dire che qualsiasi operatore può rispondere a qualsiasi parte della Liguria".

"È vero che tecnicamente può farlo, ma c'è un grande equivoco in questa affermazione. Un conto è un operatore che conosce il territorio e ha maturato esperienza, un altro è chi quella conoscenza non ce l'ha. A Imperia, infatti, il 70% degli operatori che lavoravano nella centrale operativa del 118 è stato destinato ad altri incarichi e non è confluito nella centrale operativa di Genova. Si perdono così professionalità e conoscenza del territorio. Su un tema come quello dell'emergenza-urgenza, dove non contano i minuti ma i secondi, questo non possiamo permettercelo".

Il Partito Democratico continua a lavorare per bloccare l'accorpamento e fare fare un passo indietro alla Giunta regionale nella realizzazione di una centrale unica.

"Se non ci fosse speranza, oggi non saremmo qui – prosegue Arboscello –. Continueremo questa battaglia. Se non bastano le oltre 10.500 firme e non basta la mobilitazione di piazza, ci attiveremo con altre modalità democratiche per contrastare questa scelta".

La centrale operativa del 118 di Savona è difesa anche dall'amministrazione comunale. Il Consiglio comunale ha votato a larga maggioranza una mozione a difesa della centrale operativa a Savona.

"Quella del 118 – dice il sindaco Marco Russo – è un po' il simbolo di una linea che si sta tenendo sul tema della sanità. Ed è importante che su questo prendiamo posizione".

Tra gli interventi anche quello di Andrea Tomasini, ex primario dell'Ematologia del San Paolo.

"Non abbiamo ancora dei numeri che ci dicano che l'accorpamento stia andando meglio dove è stato fatto. È poco tempo che è stato realizzato, ma non ci sono evidenze che ci spingano ad andare in questa direzione".

Il 118 è nato proprio a Savona e uno dei medici che ne hanno segnato la storia è stato Salvatore Esposito, per anni a capo del 118 di Savona.

"Il discorso che si sta facendo sull'accorpamento delle centrali non è nuovo per noi – ha spiegato Esposito –. Circa 15 anni fa la Regione aveva chiesto ai responsabili delle centrali operative di studiare l'accorpamento del Tigullio. Cosa che avevamo fatto. Avevamo studiato tutto il percorso per accorpare il Tigullio a Genova e passare da quattro a tre centrali. La cosa non andò avanti perché sembra che alcuni politici locali si opposero al progetto, temendo di perdere dei voti, e quindi non si fece.

Qualche anno dopo la richiesta di predisporre un progetto del genere fu ripresentata e ci fu chiesto di progettare un sistema a quattro, a tre, a due e a una centrale. Cosa che facemmo, individuando una serie di vantaggi e di svantaggi per ognuna di queste possibilità.

La questione che faceva riflettere maggiormente sulla centrale unica era come si sarebbe gestito il subentro in caso di crash della centrale. Cosa che può accadere e che nella nostra regione è già accaduta: un paio di volte Genova è stata allagata e Savona ha preso in carico le chiamate di Genova.

Quando l'ho chiesto nell'ultimo incontro pubblico ai responsabili attuali del 118 ci è stato detto che hanno previsto una nuova centrale operativa 'fredda', nel senso che ci sono le postazioni ma sono in stand-by all'interno della centrale operativa del 116-117 che verrà costruita agli Erzelli. Si tratta del numero europeo per richiedere i servizi medici non urgenti, principalmente la guardia medica, ma dietro ci sono tantissime altre attività. La Liguria ha cinque numeri per chiamare la guardia medica, uno per ogni Asl. Però l'idea di mettere una centrale fredda, spenta, e attivarla solo nel momento dell'emergenza, a nostro avviso è critica".

Poi ci sono altre criticità, come la necessità di un aggiornamento tecnologico della rete radio regionale.

Un'altra criticità segnalata da Esposito è quella relativa alla gestione delle patologie "tempo-dipendenti", come infarto o ictus, o alla gestione delle grandi emergenze.

"Questo lo fa il responsabile della centrale, che coordina il personale, ma nella delibera questa figura non è prevista".

Sono poi intervenuti Ennio Peluffo della Fp Cgil e Andrea Torrassa della Cisl Fp, oltre al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano.



 

Elena Romanato

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