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Attualità | 30 agosto 2026, 12:47

Italiana Coke, il Coordinamento No Inceneritore: "La salute della Val Bormida non si baratta"

Gli ambientalisti guardano al confronto sulla cokeria e lanciano l’allarme: "La bonifica non può diventare il pretesto per aprire la strada a un nuovo impianto. Pronti a contrastare l’ipotesi in ogni sede"

Italiana Coke, il Coordinamento No Inceneritore: "La salute della Val Bormida non si baratta"

Sul futuro di Italiana Coke si riaccende il confronto. A intervenire è il Coordinamento No Inceneritore in Valle Bormida Ligure e Piemontese, che guarda con attenzione alla proposta di istituire un “tavolo tecnico” sulla vicenda e mette in guardia dal rischio che il confronto possa allargarsi all’ipotesi di nuovi impianti.

"Viste le ipotesi ventilate in passato – sottolinea il Coordinamento – ci auguriamo che il confronto proposto in questi giorni discuta seriamente ed esclusivamente della questione della cokeria e delle sue pesanti ripercussioni ambientali sul nostro territorio".

Il timore espresso dagli ambientalisti è che il confronto possa trasformarsi in qualcosa di diverso da un approfondimento sul futuro dell’impianto e sulla situazione ambientale della valle. In particolare, il Coordinamento teme che possa tornare sul tavolo l’ipotesi di sostituire un impianto con un altro, come un eventuale inceneritore.

"Non vorremmo che il tavolo diventasse una trappola mal celata per i cittadini valbormidesi", affermano.

Il punto centrale, secondo il Coordinamento, deve essere la situazione della cokeria, insieme agli interventi necessari per affrontare le conseguenze ambientali e i costi della bonifica. Una questione che, sostengono gli ambientalisti, non può essere legata alla possibilità di realizzare in futuro un nuovo impianto.

"Non cederemo a scambi inaccettabili ai danni della nostra salute", è la posizione netta espressa dal Coordinamento. "Una azienda come la cokeria, che ha più volte esposto i cittadini valbormidesi a un carico ambientale pesantissimo, senza che si potessero vedere miglioramenti nonostante le sollecitazioni di cittadini e amministrazioni, non può ora pretendere di risolvere i problemi e i costi di una necessaria bonifica barattandola con la concessione ad un impianto altrettanto devastante per il futuro della nostra valle".

Il Coordinamento annuncia quindi che continuerà a seguire la vicenda e, nel caso in cui l’ipotesi di un nuovo impianto dovesse concretizzarsi, è pronto a mobilitarsi.

"Siamo pronti a contrastare in ogni sede, legale e istituzionale, questa eventuale ipotesi", conclude il Coordinamento, rivendicando anche il sostegno ricevuto da cittadini e amministratori della Valle Bormida ligure e piemontese.

Graziano De Valle

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