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Attualità | 21 settembre 2026, 09:00

L’estate sta finendo, a Pietra Ligure è tempo di un ultimo bagno, il più bello

Galleggiare, guardare il cielo, farsi attraversare dall’idea che la stagione può finire senza malinconia

L’estate sta finendo, a Pietra Ligure è tempo di un ultimo bagno, il più bello

"L’estate sta finendo. E un anno se ne va", cantavano i Righeira. L’estate 2026 è ormai agli sgoccioli. La spiaggia comincia a cambiare volto, lo si percepisce chiaramente, facendo due passi sul lungomare di Pietra Ligure.

Si moltiplicano gli ombrelloni chiusi e accatastati, in attesa del lavaggio e del successivo trasferimento nei magazzini. Diversi stabilimenti hanno già cominciato a rimuovere pedane e passerelle. Da lunedì 21 settembre si entrerà lentamente in modalità invernale. Anche se qualcuno resterà aperto ancora per qualche settimana.

D’altronde, in questi giorni il termometro raggiungeva i 26-27 gradi e sulla spiaggia c’è chi continua tranquillamente a prendere il sole e a concedersi una nuotata. Un’immagine quasi in contrasto con il calendario e che rende più difficile accorgersi che l’estate sia davvero arrivata ai saluti.

Tra qualche settimana l’arenile tornerà a essere una grande distesa quasi vuota. Le scuole sono ricominciate e sulla sabbia si vedono sempre meno bambini con paletta e secchiello. Gli ombrelloni spariscono uno dopo l’altro, così come le torrette del salvataggio. Sono i piccoli segnali che ogni anno annunciano la stessa cosa: l’estate sta finendo davvero. E in Riviera, dove l’estate sembra non bastare mai, è già tempo di nostalgia… e dell’ultimo bagno.

Bracciate vicine alla riva, galleggiare, guardare il cielo, farsi attraversare dall’idea che la stagione può finire senza malinconia. L’ultimo bagno dell’estate è un congedo gentile. Lo chiudi con un asciugamano umido sulle spalle, una borraccia mezza vuota, il costume che sa di Sole. Porti a casa granelli nelle tasche, capelli un po’ salati, il corpo più libero di prima, giusto per ricordarti che il prossimo mare non è un rimpianto, ma una promessa.

Si entra, si ascolta l’acqua, si resta per il tempo di un saluto, un ringraziamento sussurrato a chi ci ha tenuti leggeri per settimane. Il sale disegna piccole mappe sulle gambe, la sabbia racconta storie di conchiglie e di passi.

Chi ama la fotografia trova linee pulite e riflessi docili, chi preferisce ascoltare si accorge che il mare ora parla più piano. E basterà questo per capire che le stagioni non finiscono: cambiano passo.

Silvia Gullino

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