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Attualità | lunedì 07 maggio 2012, 18:38

Casa della Legalità: "Genova di nuovo scenario di un atto criminale non giustificabile!"

Questa mattina, in Via Montello, nel quartiere centrale di San Fruttuoso, è stato gambizzato l'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Dietro al gesto, cosa c'è davvero?

Due uomini a bordo di uno scooter lo hanno avvicinato all'uscita dalla sua casa, uno di loro è sceso ed ha sparato tre colpi di arma da fuoco. Uno di questi ha colpito l'Adinolfi ad una gamba. Operato, non è in pericolo di vita.

Al momento non vi sono elementi noti che possano indicare un movente ed i possibili autori. Il Procuratore Di Lecce ha infatti dichiarato, responsabilmente, che le indagini devono ancora orientarsi e forse saranno utili le dichiarazioni dello stesso Adinolfi (che viene sentito dagli inquirenti) ed anche il ritrovamento dello scooter usato dagli attentatori.

Non esiste al momento alcuna rivendicazione. La "gambizzazione" può essere quindi di matrice "politica", di gruppi estremisti ed eversivi, ma può essere anche altro, ben altro. Può essere anche un segnale.

Ansaldo è di Finmeccanica, colosso coinvolto in contesti pericolosi e, come emerso in questi ultimi tempi, con ambienti della criminalità organizzata, ed in particolare con la 'ndrangheta (anche con quella 'ndrangheta presente e organizzata a Genova). Fatti che stanno emergendo anche grazie alle dichiarazioni di un dirigente Finmeccanica e che hanno confermato un'attività di "riciclaggio" comune di fondi neri con i soldi sporchi delle cosche calabresi.

Ansaldo e Finmeccanica sono poi uno dei tasselli storici di traffici tra il lecito e l'illecito, su scala internazionale, nel settore militare e nucleare. Società che hanno "capitale" a Genova (così come il vecchio gruppo della Italimpianti), città dove sono emerse - come noi indicammo - società iraniane (di cui una di copertura di servizi segreti iraniani), interessate ai traffici illeciti (ed in violazione dell'embargo internazionale) tra le imprese italiane ed il regime iraniano.

Quanto è accaduto, in attesa che le indagini possano accertare responsabili e movente, è comunque un fatto gravissimo e inaccettabile che non può trovare "giustificazionismi" di alcun genere!
Se si deve attendere prima di dare ogni valutazione in merito, occorre subito che la condanna del gesto violento sia unanime e piena, ripetiamo: senza giustificazionismi... senza "e ma la crisi...", "e ma il governo...".

Inoltre il fatto che su alcuni siti anarchici sia stato pubblicato nei giorni scorsi il messaggio che bisognava "alzare il tiro" non crediamo sia minimamente sufficiente ad identificare quella pista, anche perché, se si leggono tali siti, dichiarazioni dello stesso tenore le si trova praticamente sempre, costantemente. Inoltre crediamo (ed auspichiamo, perché altrimenti sarebbe un fatto gravissimo se così non fosse) che le realtà più calde dell'area anarco-insurrezionalista presenti nella città di Genova, siano state in questi anni attentamente monitorate, sia considerando i legami che in alcuni casi sono emersi tra Centri Sociali e criminalità organizzata latino-americana, sia considerando l'assoluta illegalità in cui operano altri Centri Sociali che già ebbero un ruolo pesante nell'ambito dei fatti del G8 del 2001.

Considerando che Genova è città storicamente soggetta - come ad esempio Bologna - ad essere "usata" per messaggi cifrati, mascherati da attentati, si potrebbe quindi essere davanti ad un segnale che, sfruttando il paravento del "conflitto sociale", vuole recapitare un messaggio "a chi deve intendere". Se si fosse davanti a questo scenario, si auspica non soltanto che venga fatta la dovuta, piena ed urgente chiarezza fino in fondo, ma anche che chi ha usato - in diversi ambiti - toni che in un qualche modo tendevano a ventilare e giustificare atti violenti di reazione alla crisi o avverso le Istituzioni democratiche, capiscano che tali toni devono essere immediatamente abbandonati!

l'Ufficio di Presidenza
C.Abbondanza, S.Castiglion, E.D'Agostino

Ufficio di Presidenza Casa della Legalità

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