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| 07 maggio 2013, 08:48

Regione Liguria: gruppo di lavoro sull' ipotermia accidentale

Quaini: "I medici dovrebbero avere possibilità di veto su gare sportive con meteo avverso"

Stefano Quaini

Stefano Quaini

Nella seduta di lunedi’ mattina della commissione III consigliare della regione Liguria si è tenuta una importante audizione in tema di ipotermia accidentale extraospedaliera allo scopo di migliorare il percorso pre ed intraospedaliero per il trattamento di questo pericoloso e poco noto quadro clinico anche in relazione ai recenti casi di cronaca accaduti. In circa due ore di discussione si è delineato molto bene il profilo di intervento da attuare, tenendo presente l’ottimo livello già ora presente nei nosocomi liguri e nell’assistenza territoriale ad opera del 118.

E’ stato deciso di formare un gruppo di lavoro, coordinato dal dott. Bermano, che dovrà migliorare ulteriormente i protocolli operativi esistenti ed è emerso in maniera decisiva l’importanza di avere medici in grado di intervenire in sede organizzativa di manifestazioni sportive anche con possibilità di veto nei casi in cui esistano serie preoccupazioni per le condizioni climatiche in cui si tengono le gare; inoltre la strada è quella di avere a livello regionale un pool di esperti di riferimento per coprire ogni dipartimento di emergenza  delle necessarie competenze .I sintomi legati ai vari gradi di riduzione della temperatura sono proporzionalmente più gravi tanto maggiore ne è la riduzione, considerate che nelle forme più severe si va incontro ad arresto cardiocircolatorio.

Stefano Quaini, presidente della commissione Sanità, dichiara: "L’informazione è fondamentale in quanto le tecniche di soccorso convenzionali in caso di arresto cardiaco in questi casi sono poco efficaci (i farmaci utilizzati per far ripartire il cuore non sortiscono l’effetto voluto se il paziente ha una temperatura inferiore ai 32° C), pertanto si rende indispensabile misurare la temperatura del paziente e provvedere al riscaldamento con le tecniche ottimali.  Il metodo ottimale per riscaldare pazienti colpiti da ipotermia grave è la circolazione extracorporea, ossia la tecnica con cui vengono condotti gli interventi cardiochirurgici, permettendo di mantenere gli organi ossigenati anche a cuore non battente. Esistono in letteratura casi di pazienti soccorsi per incidenti ipotermici (valanga o sommersione in acqua fredda) anche dopo ore dall’evento, con rilevate temperature corporee molto basse, trattati con sistemi di riscaldamento particolari (circolazione extracorporea)e riportati in vita senza danni neurologici; in queste situazioni deve essere presente un percorso condiviso tra gli operatori .Pertanto l’obiettivo è quello di riuscire a rendere il soccorso a tali pazienti ottimale istituendo una task force in grado di rendere operativo un protocollo d’azione a livello regionale".

 

r.g.

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