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Attualità | 29 ottobre 2014, 15:30

La cooperativa il Faggio di Savona in prima linea per i migranti: in Provincia accolti più di 100 profughu

Promossi inoltre seminari di approfondimento scientifico sulle Malattie delle Migrazioni

La cooperativa il Faggio di Savona in prima linea per i migranti: in Provincia accolti più di 100 profughu

La Cooperativa IL FAGGIO ospita attualmente 143 migranti presso le strutture di accoglienza per richiedenti protezione internazionale di Ventimiglia (17), Triora (24), Col di Nava (42), Plodio (20) e Calizzano (40). Le attività previste dalle convenzioni sottoscritte con le Prefetture di Imperia e Savona prevedono che la Cooperativa garantisca oltre all’assistenza alla persona, servizi specifici per l’integrazione pertanto sostegno socio psicologico, assistenza linguistica e culturale, assistenza sanitaria, servizi di informazione legale e orientamento al territorio.

Gli operatori impiegati sono 14 tra Mediatori Culturali, Educatori, Medici, Infermieri e Personale Ausiliario. IL FAGGIO  ha avviato le pratiche necessarie per ottenere la certificazione di qualità ai sensi della norma UNI-EN-ISO-9001:2008 per questo specifico campo di attività che rientrerà stabilmente tra i servizi della Cooperativa. A tal fine la Cooperativa ha deciso di investire in tirocini di inserimento lavorativo per i richiedenti asilo che abbiano completato il loro iter di riconoscimento e in un percorso formativo dedicato ai propri lavoratori per l’acquisizione della qualifica di “Mediatore Interculturale”, figura professionale definita dalla Regione Liguria con DGR 874 del 2006. La Cooperativa IL FAGGIO promuoverà inoltre seminari di approfondimento scientifico sulle Malattie delle Migrazioni ad uso degli operatori e della popolazione per ribadire quanto affermato da Roberto Bertollini, rappresente OMS presso UE  relativamente alla possibilita’ che il virus ebola arrivi con i migranti : “Piu’ facile che approdi in business class perche’ la persona malata non ce la farebbe ad arrivare attraversando prima il deserto e poi il Mediterraneo in barcone”.

c.s.

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