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Attualità | 07 febbraio 2026, 13:49

Il vino come racconto e memoria: ad Albenga presentato l’"Abbecedario Dionisiaco" di Maria Luisa Alberico (Foto)

Un viaggio tra 200 vitigni e territori italiani tra narrazione, cultura e degustazione.

Nella suggestiva cornice della Torre Civica di Albenga, di fronte a un pubblico numeroso e partecipe, si è tenuta la presentazione del volume Abbecedario Dionisiaco. In vigna, nel calice, a tavola, firmato da Maria Luisa Alberico. L'incontro ha saputo elevare il vino a pura materia narrativa e culturale, restituendone l'essenza più profonda come espressione di geografia, storia e memoria condivisa.

L’opera non si limita alla struttura di una classica guida enologica, ma si snoda come un vero e proprio itinerario attraverso l’Italia del vino. Il libro segue la logica di un alfabeto simbolico, dove ogni lettera inaugura un racconto, introduce un vitigno specifico, esplora un territorio e suggerisce un’emozione. Il sottotitolo — Il vino dalla A alla Z, 200 vitigni e vini storici — rivela l’ampiezza di un progetto che attraversa l’intera penisola intrecciando cultura materiale, letteratura e paesaggio. Ne emerge un mosaico affascinante, in cui il vino diventa la chiave di lettura privilegiata per comprendere le comunità che lo producono.

A dialogare con l’autrice sono intervenuti Stefano Pezzini, giornalista e conoscitore del territorio, e Claudio Porchia, giornalista enogastronomico. Insieme hanno guidato i presenti all’interno di questo "atlante dionisiaco" fatto di vigne, bottiglie e sapienti abbinamenti, alternando riflessioni sul valore antropologico del vino a considerazioni più attuali sul turismo esperienziale e sulla tutela dei vitigni identitari. La conduzione dell’incontro è stata curata da Maria Vittoria Barbero, presidente del DLF Albenga, mentre le letture di Daniela Bruzzone hanno dato corpo e voce ai testi, trasformando la presentazione in un’esperienza corale di narrazione.

Il titolo stesso svela l'anima del progetto: un "dizionario affettivo" dove ogni termine rimanda a un sapere antico, capace di rinnovarsi costantemente. Il richiamo a Dioniso, divinità dell’ebbrezza creativa e della convivialità, sottolinea una visione che fonde rigore conoscitivo e piacere sensoriale, ribadendo il ruolo del vino come pilastro dell'identità culturale.

In chiusura, l’aperitivo curato dai produttori liguri delle cantine Maffone e Ramò ha permesso di tradurre la parola scritta in esperienza gustativa, completando il passaggio dalla pagina al calice. Questo momento conviviale ha suggellato la natura partecipativa dell’incontro, inserendolo perfettamente tra le iniziative capaci di far dialogare editoria, territorio e comunità locale.

La presentazione si è così confermata non solo come un riuscito evento letterario, ma come un’esperienza culturale polifonica, in cui la parola ha incontrato il sapore e il vino si è riaffermato quale potente strumento di relazione, memoria e appartenenza.

Marina Salvetto

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