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Cronaca | 16 maggio 2015, 15:11

Presunta evasione fiscale per tre milioni di euro, Il Faggio: “Pretese fiscali infondate”

A chiarire la propria posizione sull’indagine condotta dalla Guardia di Finanza, la cooperativa oggi nel corso di una conferenza stampa. L’avvocato De Capitani: “Siamo scesi da una contestazione sull’imponibile di 930.000 euro a una pretesa di 27.000 euro”

Presunta evasione fiscale per tre milioni di euro, Il Faggio: “Pretese fiscali infondate”

“Abbiamo avviato una prima fase di contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate, ed è stato rilevato che la stragrande maggioranza delle contestazioni è stata fatta cadere dalla stessa Agenzia”. Questa è stata la prima mossa de Il Faggio subito dopo la chiusura della verifica della Guardia di Finanza che ha avviato una serie di controlli sui bilanci della cooperativa. Le fiamme gialle, infatti hanno consegnato alla Procura un dossier con la denuncia per l’ipotesi penale di emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti: si parla di una presunta evasione fiscale nell’arco temporale dal 2007 al 2012 per un imponibile di 3 milioni e mezzo di euro.

A chiarire la propria posizione relativamente all’indagine condotta dalla Guardia di Finanza, la cooperativa Il Faggio, oggi nel corso di una conferenza stampa alla presenza dei propri legali. Presenti alla conferenza stampa tutto il CdA e i vertici della Cooperativa Il Faggio: il presidente Sabrina Pastorino, il direttore generale Antonio Bonjean e il vicepresidente Sara Vaggi. A dare una spiegazione l’avvocato Paolo De Capitani Vimercate, legale tributarista dello Studio Uckmar di Genova: “E’ arrivata in settimana la notifica di tre avvisi di accertamento occasionata da esigenze tecniche dell’Agenzia delle Entrate che ha dovuto accelerare questa notifica per non andare in decadenza – afferma - Partiremo ora con una seconda fase di contraddittorio dove confidiamo cadano anche le ultime residue e minori contestazioni. Infatti, la contestazione dei 3 milioni e mezzo riguarda l’imponibile e per il 2007 siamo scesi da una contestazione sull’imponibile di 930.000 euro a una pretesa di 27.000 euro che noi riteniamo comunque infondata. Inoltre riteniamo che sarà anche facile dimostrare documentalmente che non c’è stata evasione di imposta che ci viene contestata”.

"La contestazione della Guardia di Finanza (come imponibile, non come tasse ipoteticamente evase, di gran lunga inferiori) era i relativamente al 2007 di euro 930.000, al 2008 di euro 290.000 e al 2009 di euro 735.000 - affermano dalla cooperativa - Tali Cifre che sono state drasticamente ridotte dalla Agenzia delle Entrate. Oggi, la contestazione è la seguente: nel 2007: euro 27.900 di imposte (Irap), nel 2008: euro  63.508  di imposte (Irap e Iva) e nel 2009: euro 84.941  di imposte (Irap e Iva). A queste vanno aggiunte le sanzioni che sono praticamente il doppio, salvo l’opzione per la società di definirle ad un terzo".

“Non c’è stata alcuna sottrazione d’imposta” secondo i legali della cooperativa, quindi “si tratta di un provvedimento emanato da esigenze tecniche – continua l’avvocato - L’Agenzia delle Entrate ha dovuto accelerare i tempi della notifica perché altrimenti avrebbe oltrepassato i termini e non avrebbe più potuto notificare quelle tre annualità. Inoltre alle fiamme gialle è probabilmente mancato durante gli accertamenti, buona parte della documentazione che solo noi possiamo offrire”.

Riguardo le contestazioni sulle ritenute d’acconto non versate, la cooperativa sociale si era attivata autodenunciandosi e regolarizzando la propria posizione procedendo alla rateizzazione. A spiegarlo Mario Tassinari, commercialista Consulente Fiscale della Cooperativa Il Faggio: “Le ritenute che non sono state versate nei tempi sono in corso di rateizzazione. L’ufficio addetto della cooperativa ha contattato Equitalia o, se possibile, direttamente l’Agenzia delle Entrate e ha avviato delle rateizzazioni”. Le ritenute d’acconto non versate riguardano il 2010, ed ora con l’autodenuncia della cooperativa, gli uffici si sono attivati per un accordo di rateizzazione con l’Agenzia delle Entrate per un periodo di 60 mesi.

Tra le contestazioni della Guardia di Finanza anche un giro di false fatturazioni con la cooperativa “Il Nodo”. "Non esistono fatture false. I costi erano assolutamente in linea con quelli di mercato, anzi inferiori - affermano i legali -  La Cooperativa Il Nodo era una realtà operativa per dare lavoro ai disabili della Cooperativa Il Faggio e non certamente un'azienda satellite  per distrarre qualche utile. La Cooperativa sociale Il Faggio è esente per legge da Ires, non c'era quindi alcun interesse ad evadere l’imposta". 

Debora Geido

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