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Eventi | martedì 20 settembre 2016, 10:25

A Luciano Canfora il premio inquieto dell’anno

Cerimonia di premiazione il 9 ottobre al Teatro Chiabrera di Savona

A Luciano Canfora il premio inquieto dell’anno

E’ stato attribuito a Luciano Canfora, filologo classico, storico e saggista italiano di fama internazionale, il Premio Inquieto dell’Anno, ideato dal Circolo degli Inquieti di Savona e arrivato alla diciannovesima edizione.

La cerimonia di premiazione si terrà domenica 9 ottobre, al Teatro Chiabrera (ore 21), al termine di una tre-giorni di eventi culturali organizzati dal Circolo con il patrocinio del Comune di Savona e della Repubblica Ellenica Consolato Generale di Milano, e il contributo della Fondazione De Mari e della Camera di Commercio Riviere di Liguria.

“Caratteristica comune dell’inquieto è la vivacità intellettuale e sentimentale, - spiegano al Circolo - il desiderio mai completamente soddisfatto di conoscere e di conoscersi, di comprendere se stesso e gli altri e di intraprendere iniziative e avventure nuove. Caratteristiche che certo non mancano a Luciano Canfora, spirito colto, dall’aspetto severo e ascetico, dalla capigliatura all’indietro sul volto scarno, con occhiali tondi che lasciano passare uno sguardo acuto inquieto ed attento. Canfora, pronto a volgersi e ad indagare gli aspetti più importanti di quella “classicità moderna” (non vuol essere un ossimoro) che porta ad individuare i temi più importanti del nostro essere in questa umanità, incarna appieno il ruolo dell’Inquieto dell’Anno”.

Professore Emerito di filologia greca e latina all’Università di Bari, Canfora è universalmente considerato un profondo conoscitore della cultura classica.

E’ membro dei comitati direttivi di prestigiose riviste nazionali, come “Limes”, ed internazionali, come “Journal of Classical Tradition” di Boston e la iberica “Hystoria y critica”, e fa parte del Comitato scientifico dell’Enciclopedia Treccani e della Fondazione Gramsci.

Elzevirista del Corriere della Sera, dirige e coordina un’opera sui diversi caratteri della filologia greco-antica della letteratura greca e della sua persistenza, intitolata “Lo spazio letterario della Grecia antica”. Per questi motivi è stato insignito, oltre alla Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e  della cultura della Repubblica Italiana, anche della Croce d’onore del Presidente della Repubblica Ellenica nel 2005.

Fecondissimo scrittore di saggistica storica e politica, spazia dal mondo greco e latino a quello del XX secolo. In particolare grande risalto hanno avuto i suoi testi su Demostene, Tucidide, la “Storia della Letteratura Greca”, testo su cui molti Atenei hanno formato i loro studenti,  sulle biografie di grandi personaggi come Cesare, o sugli inganni storici come il falso del “Papiro di Artemidoro”. La sua analisi dei “Quaderni dal carcere” di Antonio Gramsci ne hanno fatto uno, se non il maggiore studioso del pensiero del grande filosofo sardo.

In omaggio a Canfora, gli eventi che precederanno la consegna del Premio Inquieto dell’Anno avranno come filo conduttore la Grecia e la grecità, temi che saranno sviluppati attraverso incontri con autorevoli ospiti, un “viaggio nell’Ellade tra poesia, musica e teatro” ed un’apericena inquieta, che si terranno a Savona dal 7 al 9 ottobre.

Il Premio Inquieto dell’Anno non ha valore venale. Consiste in un piccolo drappo di lino con il “titolo” sovraricamato, contenuto in una pentola di terracotta “sghimbescia”, schiacciata da un lato e con i manici disposti in modo irregolare.

Negli anni scorsi è stato assegnato a: Valeria Golino, Ramin Bahrami, Guido Ceronetti, Ferruccio De Bortoli e gli abitanti dell’Aquila, Renato Zero, Elio (di Elio e le storie tese), Don Luigi Ciotti, Milly e Massimo Moratti, Raffaella Carrà, Régis Debray, Costa Gavras, Oliviero Toscani, Barbara Spinelli, Antonio Ricci, Gino Paoli, Francesco Biamonti, Gad Lerner, Carmen Llera Moravia.

Il Premio Inquieto dell’Anno è organizzato dal Circolo degli Inquieti con il contributo della Fondazione De Mari e della Camera di Commercio Riviere di Liguria e con il patrocinio del Comune di Savona e della Repubblica Ellenica Consolato Generale di Milano. Collaborano: Slow Food Savona, La Feltrinelli Point Savona, Teatro Cattivi Maestri, 

Luciano Canfora. Nato a Bari, è universalmente considerato un profondo conoscitore della cultura classica. Dalla famiglia ha tratto i suoi interessi essendo il padre uno storico della filosofia e la madre una latinista e grecista. Laureato in lettere classiche e perfezionato in Filologia classica alla Normale di Pisa, ha intrapreso la carriera universitaria presso la Facoltà di Storia Antica e di Letteratura Greca. Ha concluso la sua carriera presso l’Ateneo di Bari ove ricopre la carica di Professore Emerito di Filologia Greca e Latina.

E’ membro dei comitati direttivi di prestigiose riviste nazionali come “Limes”, ed internazionali come “Journal of Classical Tradition” di Boston e la iberica “Hystoria y critica”. Membro del Comitato scientifico dell’Enciclopedia Treccani e della Fondazione Gramsci. Elzevirista del Corriere della Sera, dirige e coordina un’opera sui diversi caratteri della filologia greco-antica della letteratura greca e della sua persistenza, intitolato “Lo spazio letterario della Grecia antica”. Per questi motivi è stato insignito oltre alla “Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e  della cultura” della Repubblica Italiana  anche della “Croce d’onore del Presidente della Repubblica Ellenica” nel 2005.

Fecondissimo scrittore di saggistica storica e politica, spazia dal mondo greco e latino a quello del XX secolo. In particolare grande risalto hanno avuto i suoi testi su Demostene,Tucidide, la “Storia della Letteratura Greca” testo su cui molti Atenei hanno formato i loro studenti,  sulle biografie di grandi personaggi come Cesare, o sugli inganni storici come il falso del “Papiro di Artemidoro”. La sua analisi dei “Quaderni dal carcere” di Antonio Gramsci ne hanno fatto uno, se non il maggiore studioso del pensiero del grande filosofo sardo. Ma ulteriore notorietà gli è valso il polemico rifiuto da parte dell’editore tedesco Beck di pubblicare nel 2005, nell’ambito di una collana “Fare l’Europa” diretta da Jacques le Goff e pubblicata simultaneamente in cinque lingue europee, il suo volume sulla “Democrazia in Europa”. La polemica portata con grande risalto sugli organi di stampa europei, ha riguardato temi di grande rilievo, come il ruolo dello stalinismo e la ricostruzione post-bellica tedesca. La risposta acuta, ironica ed argomentata ha dato alla luce una pubblicazione dal titolo “L’occhio di Zeus; disavventure della “Democrazia”, ove come apertura la citazione di Luciano di Samosata chiarisce la visione dell’Autore sul ruolo dello storico;

“E insomma lo storico cerchi di rassomigliare allo Zeus di Omero, il quale ora guarda la terra dei Traci e un attimo prima guardava la terra dei Misi…”

Queste brevi parole illuminano più di tanti concetti su ciò che per Luciano Canfora debba essere il ruolo dello storico e di colui che vede dal passato la traccia per il cammino futuro. Spirito colto, dall’aspetto severo ed ascetico, dalla capigliatura all’indietro sul volto scarno, con occhiali tondi che lasciano passare uno sguardo acuto inquieto ed attento, pronto a volgersi ed ad indagare gli aspetti più importanti di quella “classicità moderna” (non vuol essere un ossimoro) che porta ad individuare i temi più importanti del nostro essere in questa umanità, incarna appieno il ruolo dell’Inquieto dell’Anno 2015.

cs

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