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Attualità | mercoledì 10 gennaio 2018, 11:22

Intossicazione di massa a Cairo, lo sdegno del SAPPE: “Polizia Penitenziaria allo sbando”

Il segretario generale Donato Capece: “Ragazzi isolati all’interno della scuola perché non abbiano contatti con la popolazione: situazione assurda”

Intossicazione di massa a Cairo, lo sdegno del SAPPE: “Polizia Penitenziaria allo sbando”

Centoventi allievi agenti della Polizia Penitenziaria vittime di una grave forma di gastroenterite nella scuola di Cairo Montenotte, con i casi più gravi in ospedale. Una neo agente in ospedale dopo una infestazione di cimici nella caserma del carcere Giudecca di Venezia e una decina di baschi azzurri ancora accampati nel penitenziario Bancali di Sassari in attesa di una dignitosa sistemazione nella caserma del corpo. Una situazione di degrado e insalubrità che caratterizza il corpo di Polizia Penitenziaria e che sdegna il sindacato autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Ci si dovrebbe vergognare per come viene lasciato allo sbando il Personale di Polizia Penitenziaria, in condizioni insalubri, indecenti e vergognose: una situazione vergognosa, che meriterebbe immediati interventi e invece non sembra fregare a nessuno come vengono maltrattati gli agenti di Polizia Penitenziaria”, denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “A Cairo Montenotte, scuola allo sbando senza nemmeno un direttore fisso ed un presidio sanitario fisso in sede, abbiamo 120 allievi Agenti colpiti da una grave forma di gastroenterite ed alcuni di loro in Ospedale. Ora l’acqua viene distribuita da una autobotte, ma la situazione è molto preoccupante: i ragazzi sono stati precauzionalmente isolati all’interno della Scuola perché non abbiano contatti con la popolazione cairese una situazione assurda, che riguarda ragazzi appena assunti nel corpo, eppure, quando si è organizzato il corso, ci si è preoccupati di affidare le scuole della Polizia Penitenziaria alla direzione di assistenti sociali piuttosto che del benessere dei neo agenti, anche prevedendo un supporto sanitario fisso che oggi non c’è”.

Le istituzioni si dovrebbero vergognare per come vengono trattati i poliziotti nelle Scuole e in carcere e per le pessime condizioni nelle quali sono costretti a lavorare e vivere. Questo degrado nel quale sono costretti a trovarsi molti poliziotti penitenziari è vergognoso e il SAPPE, come primo e più rappresentativo sindacato della Polizia Penitenziaria, rappresenterà oggi stesso ai vertici nazionali e regionali del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria tutte queste criticità, sollecitando urgenti ed adeguati interventi”.

c.s.

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