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Cronaca | 23 aprile 2018, 18:04

Incendio alla SARR: nessun inquinamento. Gli interrogativi del titolare sulle origini dei roghi

Le rassicurazioni circa l’episodio di ieri arrivano anche dalle analisi dell’Arpal che non avrebbero individuato alcun valore fuori norma nelle aree circostanti la ditta.

Incendio alla SARR: nessun inquinamento. Gli interrogativi del titolare sulle origini dei roghi

Quinto incendio in 4 anni e la SARR di Cenesi pare proprio essere stata presa di mira dall’azione di qualcuno che, per interessi da chiarire o per invidia o fastidio nel corso del tempo ha deciso di appiccare le fiamme al deposito e stoccaggio di rifiuti destinati al riciclo.

Nessun colpevole è stato individuato fino ad ora, ma senza dubbio gli inquirenti non hanno molti dubbi sulla matrice dolosa dei fatti verificatisi nel corso degli anni.

Ha raccontato ieri il titolare dell’impianto Giorgio Loreto: “Secondo me non c’è la mano della malavita, ma, piuttosto, di qualcuno che vuole farmi litigare con il vicinato. Già immagino tutte le persone che verranno a prendersela con me per l’ennesimo episodio che, invece, mi vede coinvolto come vittima.”

A dare “fastidio” secondo qualcuno potrebbero essere proprio i cumuli di materiale destinato al riciclo che “danneggerebbero” il panorama. Spiega Loreto: “Quel cumulo di legno deve essere tritato e poi riciclato, lo stesso le balle di plastica. Se avessimo potuto lavorare serenamente avremmo potuto portare avanti i nostri progetti. Avremmo potuto acquisire i magazzini adiacenti e, magari, anche la parte dove ora è l’azienda di Ravera trasporti che ad agosto si sposterà, e avremmo tolto i cumuli di materiale da riciclare spostandolo nei capannoni e lontano dalla strada. Con questo clima di terrore, invece, non viviamo più, ne’ io e ne’ la mia famiglia. Proprio per questo stiamo pensando di andarcene e nel giro di 6 o 7 mesi dirottare i nostri clienti altrove”.

Torna in ballo anche la questione della strada Albenga- Cenesi.

Che qualcuno possa essere stato “infastidito” dal via vai di camion ai quali viene attribuita anche la responsabilità di danneggiare la strada? “Non so se a dare fastidio potrebbero essere i camion che fanno avanti e indietro. Per quel che riguarda la strada, invece, mi sono offerto di contribuire ai lavori di bitumazione anche se tutti i camion pagano il bollo e questa tassa lo stato dovrebbe utilizzarla proprio per le opere di manutenzione delle strade. Inoltre questa è individuata come essere una zona industriale e questo da anni e anni e non lo abbiamo stabilito certo noi”.

Il “fastidio” non potrebbe neppure essere quello degli odori : “Queste aree erano state destinate, negli anni passati come zona di raccolta dell’umido per la realizzazione del compost. In quel caso sì che ci sarebbe stato odore. Noi raccogliamo materiale che, invece, non emana cattivo odore quindi non si riscontra questo fastidio” spiega Loreto.

Conclude il titolare: “Il custode è intervenuto tempestivamente per domare le fiamme, il materiale era stato bagnato nei giorni scorsi ed abbiamo seguito scrupolosamente le norme antincendio. Nessun grosso disagio si è verificato a causa dell’inizio di incendio divampato e subito bloccato prima internamente poi con il prezioso supporto dei vigili del fuoco. Certo è che lavorare in queste condizioni è difficile”.

Le rassicurazioni circa l’episodio di ieri arrivano anche dalle analisi dell’Arpal che non avrebbero individuato alcun valore fuori norma nelle aree circostanti la ditta.

Mara Cacace

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