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Attualità | sabato 29 dicembre 2018, 17:00

Restauro dell'ex faro di Bergeggi, Riccardo Borgo risponde a Scaramuzza e Grenno: "Il sindaco Arboscello non necessita di un 'consigliori'"

L'ex sindaco bergeggino, attualmente consigliere: "Ho qualcosa da ridire sull'affermazione che a Bergeggi i sindaci cambiano ma 'negli ultimi vent'anni chi decide è sempre lo stesso': seppur non citato in modo esplicito mi sento tirato in ballo e quindi rispondo".

Restauro dell'ex faro di Bergeggi, Riccardo Borgo risponde a Scaramuzza e Grenno: "Il sindaco Arboscello non necessita di un 'consigliori'"

Riccardo Borgo, attualmente consigliere comunale di Bergeggi e in passato sindaco del paese, irrompe sulla polemica divampata sui social e relativa al restauro dell'ex faro di Bergeggi che ha visto tra i principali protagonisti anche l'assessore del Comune di Savona Maurizio Scaramuzza (leggi QUI).

Di seguito, una nota firmata proprio da Riccardo Borgo:

Non essendo un frequentatore dei social mi ero perso lo scambio di opinioni di qualche giorno fa tra i signori Scaramuzza e Grenno, a seguito del post dell'Assessore riguardo il restauro dell'ex faro di Bergeggi, che mi è stato girato per competenza. Signori, Scaramuzza e Grenno, che non ho il piacere di conoscere ma che, con un atteggiamento di quelli che la sanno lunga, mi hanno messo di mezzo, in maniera strumentale. Ho letto la risposta puntuale ed esaustiva del mio sindaco Arboscello al signor Scaramuzza, con il quale in un suo ruolo diverso da quello di Sindaco di Bergeggi incrocia le lame della polemica da qualche tempo, risposta su cui non ho nulla da aggiungere e che condivido.

Ho invece qualcosa da ridire sull'affermazione che a Bergeggi i sindaci cambiano ma 'negli ultimi vent'anni chi decide è sempre lo stesso'. Seppur non citato in modo esplicito mi sento tirato in ballo e quindi rispondo, non perché ho la coda di paglia, ma perché sono stato sindaco prima di Arboscello, lo sono stato per tanti anni e sono tutt'ora consigliere comunale. Quindi l'unico ad avere i titoli per interpretare il personaggio rasputiniano del quale i due signori parlano.

Li informo quindi di quanto segue:

1) il Sindaco Arboscello e gli altri amministratori di Bergeggi sono persone in gamba, competenti, informate dei fatti che riguardano il loro paese, sempre sul pezzo e che non necessitano di un 'consigliori' per svolgere al meglio il loro compito di amministratori. Quindi, prima di fare valutazioni sulle persone, sarebbe opportuno conoscerle e pesarle: si eviterebbe di fare brutte figure. Oltretutto non sento la necessità di andare oltre il ruolo di un consigliere comunale che sta benissimo in squadra con gli altri per discutere, elaborare, ragionare, quando serve decidere, dare una mano al sindaco a svolgere al meglio la sua funzione che, peraltro, mi risulta molto apprezzata dai bergeggini.

2) Contrariamente a quanto il signor Grenno afferma bofonchiando di saperlo per certo, come ormai è consuetudine fare per rendere più appetitosa una colossale 'palla', non sono e non sono mai stato né proprietario né socio della proprietà dell'ex Faro. Lo affermo con decisione, sperando che il signor Grenno ne prenda atto, in quanto non vorrei dover rispondere in altre sedi, e gliene dovrei far carico, di una proprietà e quindi di disponibilità economiche che, per mia sfortuna, sono lontane anni luce dalle mie.

Già che ci siamo dico la mia sul restyling del faro, avendo seguito per anni la vicenda: delle varie proposte di recupero a suo tempo fatte dai progettisti questa non era quella che preferivo. Ma quanto messo in atto è stata la sintesi progettuale di un lavoro e di un confronto, durato mesi tra il progettista (di assoluto valore), gli uffici regionali e le commissioni competenti, in particolare modo la Sovraintendenza, che di qualità di progettazione e di equilibrio con il territorio si occupano ed hanno esclusiva competenza. Devo anche dire che a furia di guardare il rendering affisso in comune ci avevo fatto un po' l'occhio e quindi sono stato meno sorpreso di chi ha visto il manufatto ristrutturato per la prima volta. Anzi vedendolo dal vivo tendo a capire meglio e ad apprezzare gli obiettivi che il progetto si è dato.

L'esperienza da amministratore mi ha anche insegnato che molto spesso ciò che ad un primo impatto sembra brutto e inaccettabile finisce poi per essere rivalutato ed apprezzato, a dimostrazione che spesso le reazioni a caldo non sempre sono vincenti. Ricordo ad esempio la nascita di Torre del Mare: le prime ville, progettate dall'architetto Galvagni, furono stroncate brutalmente dell'opinione pubblica e dalla maggioranza degli 'esperti' di allora, tanto da essere presentati sulla stampa di allora come esempio di pessima urbanizzazione. Oggi quelle costruzioni sono considerate soluzioni architettoniche di assoluto valore, pubblicate su libri e riviste specializzate italiane e straniere. Spero e mi auguro che questa possa essere la considerazione definitiva del recupero del faro di Bergeggi.  

Fatto salvo ovviamente che ognuno è libero di pensarla come crede e che la valutazione rimane soggettiva. Senza però la necessità di inventarsi 'palle' ".

redazione

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