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Attualità | 17 ottobre 2019, 17:58

Rapporto Ispra, Tirreno Power: "Sostenuti fatti che non si sono verificati e che sono smentiti". Rete fermiamo il carbone: "Sempre più evidente il danno ambientale"

L'azienda: "Non è vero che vi siano stati effetti dannosi sulla qualità dell'aria". La Rete: "Gravissimo che la Regione e i due principali Comuni interessati non abbiano mai fatto autocritica per non aver difeso la salute dei cittadini in tutti questi anni"

Rapporto Ispra, Tirreno Power: "Sostenuti fatti che non si sono verificati e che sono smentiti". Rete fermiamo il carbone: "Sempre più evidente il danno ambientale"

"E' incomprensibile come Ispra pubblichi oggi un elenco che cita l'impianto a carbone della centrale di Vado Ligure spento dal 2014, sostenendo fatti che non si sono verificati e che sono smentiti dalle stesse autorità regionali per l'ambiente". Così la nota ufficiale diffusa da Tirreno Power relativamente al al report di Ispra pubblicato oggi.  

"Non è vero che vi siano stati effetti dannosi sulla qualità dell'aria. Questa affermazione è smentita dai dati ufficiali di Arpal secondo i quali la qualità dell'aria è rimasta sostanzialmente uguale anche dopo lo spegnimento dell'impianto. Per quanto riguarda il superamento dei limiti delle polveri, è bene ricordare che è stata fatta a Tirreno Power una sola contestazione su un unico limite orario in oltre 40 anni di esercizio dell'impianto e non si comprende come questo potrebbe avere provocato un danno ambientale" concludono dall'azienda vadese.

"Il documento di oggi dell'ISPRA è un ulteriore tassello che rende ormai sempre più evidente il danno ambientale provocato dalla Centrale a carbone di Vado Ligure - affermano invece dalla Rete fermiamo il carbone - In questi anni sono emersi molti autorevolissimi studi che hanno accertato una situazione sanitaria e ambientale allarmante: i documenti dell'Ordine dei Medici, lo studio dell'Istituto Somo/Università di Stoccarda (che definiva la centrale di Vado la più "letale" d'Italia), la maxi Consulenza dei superperiti della Procura, il dettagliato studio dei massimi esperti in epidemiologia ambientale del Centro Nazionale delle Ricerche (che recentemente ha superato il vaglio di una Commissione internazionale ed è stato pubblicato in una delle massime riviste scientifiche al mondo), il documento di oggi dell'ISPRA Istituto per la Protezione Ambientale e del SNPA Sistema di Protezione dell'ambiente per conto del Ministero dell'Ambiente (che si è costituito parte civile nel processo), per citare i più importanti".

"Appare quindi gravissimo che la Regione e i due principali Comuni interessati non abbiano mai fatto autocritica per non aver difeso la salute dei cittadini in tutti questi anni - concludono dalla Rete - Ma appare ancora più grave che non la tutelino adesso che è ormai evidente il danno procurato ai cittadini (che ricordiamolo si protrarrà ancora per decenni, visti i periodi di latenza di diverse patologie). Come mai, infatti, hanno scelto e scelgono ancor ora di non costituirsi parte civile per poter rappresentare i cittadini, qualora il danno sanitario fosse definitivamente accertato in sede processuale?"

redazione

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