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Attualità | 18 novembre 2019, 19:18

Vertenza Bombardier: martedì 26 novembre convocato il tavolo al MISE

Il segretario provinciale Fiom CGIL Andrea Mandraccia: "Assolutamente necessario che la vertenza venga chiusa in tempi rapidissimi"

I lavoratori in sciopero insieme ai sindacati (immagine di repertorio)

I lavoratori in sciopero insieme ai sindacati (immagine di repertorio)

"Martedì 26 novembre riprenderà al Ministero dello Sviluppo Economico il confronto sulla vertenza Bombardier Transportation, confronto fermo dallo scorso giugno quando l'azienda ci comunicò l’impossibilità di garantire l’occupazione legata alla produzione e, pertanto, l’intenzione di proseguire le trattative finalizzate a stringere un accordo con un partner industriale in grado di dare prospettive produttive ed occupazionali al sito".

E' questo l'annuncio da parte del segretario Fiom CGIL Andrea Mandraccia, che ricapitola quanto accaduto finora e spiega quelle che sono le linee 

"Da allora l'azienda ha deciso, anche sulla base delle richiesta avanzate dalle Organizzazioni Sindacali e sostenuto dal MISE, di portare in Italia la produzione di 10 locomotive DC3 precedentemente assegnate al sito tedesco di Kassel (cui si sommano altre attività di produzione in fase di formalizzazione) mentre il management aziendale è impegnato a verificare tutte le opportunità, anche legate ad attività di manutenzione, in grado di portare carico di lavoro a Vado Ligure".

Continua Mandraccia: "Queste azioni però non sono sufficienti a garantire la piena occupazione (il primo trimestre del 2020 che precede l’avvio della produzione delle locomotive di cui sopra è particolarmente critico dato che l’attuale produzione per Mercitalia è pressochè ultimata) né cambiano l’intenzione del Gruppo che è indisponibile a rilanciare da sola lo stabilimento di Vado.

Dal momento che Bombardier sta conducendo con stretto riserbo queste trattative il MISE, su nostra richiesta, ha accettato di farsi garante di questa fase monitorando ed indirizzando un percorso che deve portare alla definizione di un accordo con Gruppo industriale di prim’ordine per rilanciare un sito storico del nostro territorio e strategico per la produzione nazionale del settore materiale rotabile.

Anche alla luce delle preoccupanti novità relative ai livelli occupazionali emerse nella riunione di EWC (Comitato Europeo Aziendale) dello scorso ottobre, è assolutamente necessario che la vertenza venga chiusa in tempi rapidissimi".

Prosegue il segretario FIOM: "Ci aspettiamo pertanto che l'azienda la prossima settimana delinei la strategia definitiva per il sito produttivo esplicitando il soggetto con cui costruire la partnership per la gestione della funzione operations ed illustrandoci la soluzione individuata per garantire una rinnovata prospettiva industriale con il mantenimento dei livelli occupazionali.

Dal momento infatti che è stata proprio Bombardier ad annunciare che non sarebbe più stata nella condizione di mantenere il sito nella propria interezza (ricordiamo la già avvenuta cessione di ramo d’azione della funzione ingegneria con 50 lavoratori passati a Segula nello scorso giugno), deve essere definita senza ulteriori rinvii una nuova soluzione per il futuro dello stabilimento. Vogliamo conoscere insomma le linee guida del Piano Industriale per lo stabilimento di Vado".

Chiede poi Mandraccia, in conclusione, l'impegno da parte di tutto il mondo politico locale: "E’ chiaro come questa vertenza potrà trovare una soluzione positiva solo grazie ad un ruolo propositivo del MISE che vada auspicabilmente oltre quello di “garante”, così come è estremamente importante il ruolo che devono giocare gli Enti Locali (Regione Liguria con il Presidente Toti, l'assessore al Lavoro ed al Trasporto Berrino e l'assessore allo Sviluppo Economico Benveduti che abbiamo incontrato nella mattinata di oggi, Provincia di Savona e Comune di Vado Ligure) nonché gli eletti del territorio in Parlamento ed in Consiglio Regionale.

A tutti chiediamo di dare una mano per la positiva definizione di questa vertenza che è indispensabile per salvaguardare un sito storico del nostro territorio, patrimonio occupazionale e territoriale, e per dare risposte ad una provincia martoriata da una crisi che sembra non finire mai".

Comunicato stampa

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