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| 10 novembre 2009, 11:34

Frana mortale a Ischia, anche la Liguria è a rischio

Frana mortale a Ischia, anche la Liguria è a rischio

CI RISIAMO. Un'altra frana, altri morti. Mentre scriviamo le notizie d'agenzia sono ancora frammentarie ma si parla di una bambina di 11 anni che ha perso la vita e di numerose auto trascinate nel mare. Dalle prime ricostruzioni un copia incolla di quel che accadde a Messina, poco più di un mese fa. E a Sarno, il 5 maggio del 1998, in Valtellina, vent'anni fa e in val di Stava, nel 1985 per arrivare al Vajont: anche lì una frana; più di mille i morti. Ma sono queste le catastrofi da frana che la memoria ricorda, a braccio. Quelle che tristemente fanno notizia. In realtà i dati che emergono dal Sistema Informativo delle Catastrofi Idrogeologiche del CNR <A href="http://wwwdb.gndci.cnr.it/php2/danni/italia/italia_avi.php" target="_blank" ;>(http://wwwdb.gndci.cnr.it/php2/danni/italia/italia_avi.php)</A> sono ben più allarmanti, se possibile: Nella sola Liguria gli eventi franosi sono stati 168 e hanno provocato 214 vittime. DUECENTOQUATTORDICI. E via così, 877 morti in lombardia, 1714 in Piemonte, 2361 in Veneto, 1668 in Campania, 514 in Sicilia. Andiamo fortissimo. Già si attendono per i telegiornali a seguire i soliti show di elicotteri e Bertolasi in lacoste blu con esperti a corredo che pontificano sulla "manutenzione del territorio". Già: dov'è? Nella vicina NOLI la Via Aurelia, la principale arteria di comunicazione della Luguria ha dovuto attendere l'ennesima colata di roccia che, tagliandola di netto, ha sollevato il problema, risolto con la pecetta di qualche rete in più ed un bel senso unico alternato. Speriamo bene... D'altronde l'abitudine consolidata non è quella di eliminare il pericolo, ma di avvertire i passanti che il pericolo c'è: avete presente i numerosi segnali stradali di "CADUTA MASSI"? Pratici, economici, semplici da installare. E così chi transita lo fa a suo rischio... "NOI... l'avevamo SEGNALATO". A posto dunque, e il popò comunale o provinciale, accoccolato su di una confortevole poltrona è salvo: LA SEGNALETICA ERA REGOLAMENTARE. Ricordo sempre a Noli un caso emblematico: c'è una strada, una VERA strada, che quando piove si trasforma semplicemente in un fiume. Un VERO fiume, e accatasta allegramente tutte le auto parcheggiate nottetempo (senza occupanti si spera) sotto il ponte della statale Aurelia. Qualcuna arriva anche in spiaggia. La pensata? Non di bypassare il torrente ricavando un alveo artificiale o un condotto di portata sufficiente per il deflusso delle acque a mare, in caso di piena, ma la collocazione di qualche bel cartello di divieto di sosta in due lingue (pienamente rispettato specie d'estate, quando non c'è posto neppure per parcheggiare un materassino). I pickups bianchi con lampeggianti e patacchue della protezione civile fanno sempre la loro bella figura comunque... Temo che quando cartelli proclami e fuffa verranno soppiantati da un po' di responsabilità civile e serietà amministrativa la soluzione di questi problemi sarà ormai inutile: l'antigravità sarà già stata scoperta da tempo.

 

mario molinari

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