Michele Boffa (Pd), ex sindaco di Millesimo, e già assessore in Provincia, oggi consigliere regionale di maggioranza e presidente della V Commissione, sottolinea la crisi dell’entroterra provocata anche dai tagli economici.
"L’azzeramento del fondo nazionale per la montagna e l’obbligo per i piccoli Comuni delle gestioni associate impongono anche alla Liguria scelte che, per la complessità ed eterogeneità delle situazioni in essere, non si rivelano facili. Sono ben 183 su 235 i Comuni liguri che, essendo sotto la soglia dei 5000 residenti, dovranno trovare intese convenzionali o costituire unioni di Comuni e svolgere, all’insegna dell’efficienza e del risparmio, pressoché tutte le loro funzioni. Oggi, 156 Comuni (9 dei quali con una popolazione superiore ai 5000 residenti) costituiscono 12 Comunità Montane, ciascuna delle quali è punto aggregante di riferimento (in un territorio non sempre omogeneo e in ogni mai uguale) e ha assolto le funzioni che le sono state delegate: ha assolto, perché domani, in assenza dei finanziamenti statali, non potrà più farlo e verrà meno la sessa sua ragione di esistere”.
La Regione dovrà, nel frattempo, preoccuparsi del destino dei dipendenti delle Comunità Montane, soprattutto di coloro che, non svolgendo mansioni legate a funzioni di competenza regionale o provinciale (agricoltura e foreste, vincolo idrogeologico, incendi boschivi e protezione civile) e non avendo possibilità (altre amministrazioni, prepensionamento), potrebbero trovare sistemazione nell’ambito delle funzioni intercomunali. Così come dovrà interessarsi di trovare le risorse necessarie per sostenere il previsto e obbligatorio riordino delle comunità locali, sia invocando il sostegno ai piccoli Comuni, stabilito dalla finanziaria nazionale, sia investendo risorse proprie per incentivare l’unione di Comuni o per favorire le possibili scelte di convenzione per lo svolgimento delle funzioni comunali.(Boffa, a destra nella foto, in consiglio con l'ex presidente Ronzitti)














