“Purtroppo i giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia.
Se la mafia è un’istituzione anti-Stato che attiva consensi perché ritenuta più efficiente dello Stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando giovani alla cultura dello Stato e delle Istituzioni”.
Queste sono le parole pronunciate da uno degli uomini simbolo della lotta all’illegalità in Italia, il dott. Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio 1992, durante quella che viene ricordata come “la strage di Via D’Amelio”.
Durante la mattinata di oggi, moltissimi studenti savonesi hanno preso parte alla Manifestazione organizzata per dire ancora una volta No alla mafia e alla criminalità tutta.
Le parole del giudice Borsellino sembrano concretizzarsi nella folla che stamani ha popolato ordinatamente le vie centrali di Savona, motivati da un profondo dolore, che deriva dall’attentato di Brindisi di pochi giorni fa, e dalla memoria di Giovanni Falcone, collega e amico di Paolo Borsellino, di cui oggi ricorre il ventennale dell’uccisione a Capaci.
Il nostro Movimento intende complimentarsi con gli organizzatori del corteo ed ai partecipanti, e compiacersi per la numerosa presenza di giovani e docenti delle Scuole Superiori di Savona: è stato sicuramente emozionante, toccante vedere tutti questi ragazzi urlare il nome di Melissa, vittima della tragedia brindisina, e ricordare, appunto, eroi della lotta alla criminalità organizzata, quali Falcone e Borsellino.
Il Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti, Andrea Castellini, ha letto il messaggio del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, on. Francesco Profumo, rivolto a tutti gli studenti italiani e, in particolare, a quelli maggiormente coinvolti nei tristi avvenimenti di questi giorni: il Ministro ha espresso vicinanza e sostegno ai giovani… “Non sarete soli”, queste le parole conclusive del Ministro.
Quest’oggi abbiamo avuto la prova più esplicita del fatto che i giovani sanno essere uniti, al di là della propria fede politica, per far valere i propri diritti, i diritti di tutti: crediamo sia arrivato il momento che ci uniamo per dare sempre maggiori dimostrazioni della nostra avversione ad ogni forma di criminalità, della nostra avversione alla logica del ricatto mafioso, della morte, della sottomissione dello Stato alle istanze dell’illegalità.
Auspichiamo che questo sia il principio di un’impegnata e concreta campagna informativa e formativa di sensibilizzazione ai temi della legalità: oggi più che mai, dopo essere stati colpiti nel profondo, dalla morte immotivata di una giovane studente, di “una di noi”, dobbiamo attivarci e impegnarci per far fiorire veramente una società scevra dai vincoli della sola paura, forte del coraggio e dell’entusiasmo di noi giovani, raccogliendo l'esortazione di apertura del giudice Borsellino.













