Dopo quasi trent’anni come medico di famiglia, ma ha iniziato ad esercitare nel 1974, subito dopo la laurea conseguita a Pavia, il 17 gennaio andrà in pensione il dottor Nicolò Marino.
Dopo il “tirocinio” tra guardie mediche e il ruolo di “medico di controllo” del lavoro, dal 1977 al 1995 è stato medico di fabbrica all'Acna. Nel 1984 aveva quindi sostituito lo scomparso dottor Omero Colombardo come medico di famiglia a Cengio. «Credo di essere probabilmente l'unico medico di fabbrica ad essere stato eletto nel Consiglio di fabbrica – ricorda con un certo orgoglio Marino - anche se dopo appena 15 giorni sono uscito dal Consiglio di fabbrica per evitare problemi nel rapporto tra i due ruoli”.
Al di là del sincero ringraziamento dei suoi pazienti e della stessa amministrazione comunale, ora, però, si apre il problema di chi seguirà i suoi mutuati. Alcuni di essi hanno già cambiato appunto medico, mentre per i restanti a quanto pare ci sono i numeri perché possano confluire tra i pazienti della dottoressa Vignaga, che ha ancora 300 posti disponibili. A marzo vi sarà poi la valutazione delle cosiddette aree di carenza (le valutazioni si fanno a livello nazionale a marzo e ottobre) e probabilmente Cengio sarà inserita in tale contesto, anche se ciò non significa trovare poi immediatamente una soluzione, ovvero un medico di base disposto ad aprire un nuovo studio convenzionato. La Val Bormida, per vari fattori, non è, infatti, giudicata molto appetibile, come dimostrerebbero le ultime “chiamate” andate deserte anche per “piazze” ben più alettanti, come Cairo-Carcare.














