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Politica | 28 maggio 2013, 16:40

Elezioni Alassio, Melgrati: "Se Galtieri avesse accettato di unirsi a noi ora sarebbe assessore al Turismo e vicesindaco"

L'ex sindaco alassino svela i retroscena, esulta per la vittoria di Canepa e attacca PD e grillini

Marco Melgrati

Marco Melgrati

“Al di la dei numeri, il centrodestra riconquista Alassio, e questa è la cosa più importante. La splendida vittoria dell’amico Ennio Fazio a Ceriale, che sono andato a festeggiare ieri sera, e la forse inaspettata vittoria di Franco Bologna a Carcare sono tre gioielli del centro destra in provincia di Savona”. Il Capogruppo del P.d.L. in Consiglio Regionale Marco Melgrati così commenta i risultato delle elezioni nel savonese e continua: “la gioia più grande l’ho avuta alla proclamazione del vincitore di Alassio, sofferta da me in diretta televisiva, con notizie che arrivavano contrastanti, e un seggio che non si riusciva a calcolare… ma forse è stata la vittoria più bella! E ancora più bella perché arriva dopo una sconfitta, quella di due anni fa, costruita da Avogadro con la mistificazione e la demonizzazione della mia persona, con la “favola” della cementificazione della collina, e dopo due anni di incapacità amministrativa e improvvisazione di una giunta di sinistra, che godeva dell’appoggio del P.d., che è arrivato ad avere due assessori in giunta”.

“Credo di aver contribuito, come consigliere di minoranza – aggiunge Melgrati - con una azione di evidenziazione delle malefatte di questa giunta Avogadro, alla caduta di questa amministrazione, che ha portato al commissariamento e a questa splendida vittoria della lista di Canepa Sindaco. Dispiace che Galtieri, a cui avevo preconizzato non solo la sconfitta, ma anche il terzo posto (su tre), non abbia accettato la mia offerta di unire le forze dei moderati, con Canepa Sindaco. Avremmo stravinto queste elezioni, con un programma che poteva essere comune, e Galtieri avrebbe coronato il suo sogno di occuparsi di Turismo ad Alassio come Assessore e anche come viceSindaco. Ma era scritto diversamente, e il “tavolo” di Galtieri non ha accettato questa proposta”.

“Sono felice – dice ancora l’esponente del Pdl -  che Canepa abbia accettato, a suo tempo, la mia proposta di guidare la squadra. Sarà sicuramente un ottimo Sindaco, e potrà contare sull’esperienza amministrativa di Monica Zioni, Gianni Aicardi, Piero Rocca, Rocco Invernizzi, Angelo Vinai, e dell’entusiasmo di tutti i “nuovi”. Adesso subito al lavoro per riparare i danni che Avogadro, Zavaroni, Nattero e i Compagni del P.D.  hanno fatto in questi due lunghi e oscuri anni! Da parte mia tutto il supporto nei confronti dell’autorità Regionale, tutti i consigli, se e quando richiesti, e il mio affetto e la vicinanza a questo splendido e entusiasta gruppo di vecchi e nuovi amministratori. Un pensiero a quelli che saranno esclusi dal Consiglio Comunale, che dovranno continuare a collaborare con impegno comunque, dall’esterno, nell’interesse della Città”.

“Il ridimensionamento del voto grillino in tutta Italia, sta a significare che, esaurito il voto di protesta, e orfani del leader Grillo nelle tornate amministrative locali, dove questo movimento propone persone in carne e ossa, le stesse si devono confrontare con la Storia, il carisma e l’esperienza di antagonisti non improvvisati all’amministrazione. Per questo motivo - conclude il Capogruppo del P.d.L. in Regione Marco Melgrati -  è necessario che il Governo nazionale faccia presto a dotare il Paese di riforme strutturali, quali una nuova legge elettorale che ritorni almeno ai collegi uninominali, dove il candidato Onorevole o Senatore sia fortemente identificato con una persona che risponderà poi del Suo operato ai cittadini; e una riduzione dei costi della politica, con la eliminazione dei rimborsi elettorali ai partiti, già cancellati da un referendum popolare e ripristinati artatamente con altro nome; la riduzione dei parlamentari e dei Loro privilegi e soprattutto misure urgenti per far ripartire il lavoro e l’economia. Solo così si potrà definitivamente contrastare, con una risposta forte della politica, il disamore per i partiti, l’astensionismo, l’antipolitica montante e il voto di protesta fine a se stesso.

c.s.

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