“Sommando la lunghezza di tutti i muretti a secco della Liguria si supera la Grande Muraglia cinese”. Questa è uno dei temi, o forse curiosità, emersi nel corso del convegno “Lo sviluppo rurale tra mare e montagna”, in corso oggi a Finalborgo.
I muretti a secco sono uno dei simboli dell’ aspro territorio ligure, costruiti per tenere su le fasce per la coltivazione. Conosciuti in Liguria già dall’ età del ferro (1.000 a.C) oggi rappresentano uno straordinario patrimonio storico, ambientale e culturale da difendere, testimonianza di un’opera collettiva che ha modellato colline e montagne, conquistando aree coltivabile nelle zone più impervie. Proprio per questo motivo il programma regionale di Sviluppo Rurale 2007-2013 ha scelto di riconoscere un contributo di 94 euro a metro quadrato per le murature ripristinate. Nel corso degli anni sono stati rimessi in sesto 103 Km di muretti, la distanza che separa Savona e Sestri Levante. La maggior parte di questi manufatti si concentra nelle province di Imperia e di La Spezia, a causa della conformazione del territorio e della spiccata vocazione alla floricoltura e viticoltura, ma l’unico corso di formazione per imparare a costruirli e organizzato dalla cooperativa di Viticoltori di Arnasco, ad Albenga.
Purtroppo è una tradizione ed un lavoro che si sta perdendo con il passare del tempo e che sempre più, negli ultimi anni, viene svolto da lavoratori provenienti dall’est, in particolare albanesi e rumeni.
Un unico dubbio: che quindi anche la Liguria sia visibile dallo spazio e nessuno ce l'abbia mai detto????
















