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Politica | 23 agosto 2013, 15:11

Melgrati: opportunità incredibile per sanare contenziosi legali sulle distanze, sul Piano Casa e sulla Legge dei Sottotetti con il Decreto del Fare

Melgrati: opportunità incredibile per sanare contenziosi legali sulle distanze, sul Piano Casa e sulla Legge dei Sottotetti con il Decreto del Fare

Il Capogruppo del P.d.L. in Regione Liguria Marco Melgrati interviene sulla vicenda: Il D.L. del "Fare" convertito dalla Legge n.98 del 9.08.2013 all'art.30 consente espressamente, alle Regioni di prevedere con proprie Leggi e Regolamenti, disposizioni derogatorie al D. M. dei Lavori Pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e di dettare disposizioni sugli spazi da destinare a insediamenti residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle attività collettive, al verde e ai parcheggi, nell'ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici. Infatti l’art. 30 recita: 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 22, comma 6, del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, al medesimo decreto sono apportate seguenti modificazioni:dopo l'articolo 2 è inserito il seguente: «Art. 2-bis (L) (Deroghe in materia di limiti di distanza tra.fabbricati). - 1. Ferma restando la competenza statale in materia ordinamento civile con riferimento al diritto di proprietà e alle connesse norme del codice civile e alle disposizioni integrative, regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogato al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444… E' necessario quindi, che la Regione Liguria provveda con la massima urgenza ad adeguare il sistema normativo urbanistico regionale oggi frutto di censure,  dubbi interpretativi  ed applicativi circa le attuali previsioni in tema di distanze tra i fabbricati in relazione alle, fino ad oggi ritenute inderogabili, previsioni del D.M. 1444/68 che hanno generato un notevole contenzioso sia per quanto concerne la Legge dei sottotetti, sia per quanto riguarda il “Piano Casa”. In particolare si potrà intervenire sia sulla Legge 24/2001  sia sulla Legge relativa al "Piano Casa", prevedendo che le attuali disposizioni derogatorie, in tema di distanze, considerate incostituzionali, perchè in deroga al D.M. 1444/68, possano avere piena efficacia in virtù delle richiamate nuove previsioni di cui al Decreto Legge “del Fare”. La Regione Liguria deve cogliere l'occasione di intervenire al più presto al fine di dare certezze agli operatori economici.

"Come ho già avuto modo di ricordare, in un momento di grave crisi per il settore dell’Edilizia, che ha visto negli ultimi 3 anni la nostra regione perdere 7 mila posti di lavoro,  mentre sono calati pesantemente gli investimenti nel comparto edile, con un -37% nei lavori pubblici e un -59% nell’edilizia privata, sono diminuiti anche gli operai iscritti alla cassa edile (1.500 negli ultimi 4 anni solo a Genova), con oltre 3.000 licenziati negli ultimi due anni nelle imprese Liguri, vi è stata una riduzione del 3,23% delle imprese iscritte  ed il settore presenta  un altissimo numero di imprese fallite o in amministrazione controllata, il 20% del totale rilevato nel 2012 dalla Camera di Commercio: è quindi necessario mettere in atto tutto quanto possibile per venire incontro alla filiera dell’edilizia. Per questi motivi ho integrato l’interrogazione a risposta scritta che avevo già inoltrato all’Assessore Regionale all’Urbanistica Gabriele Cascino per chiedere se la Regione Liguria intenda recepire le IMPORTANTISSIME novità introdotte con la conversione in Legge del  Decreto cosiddetto “del Fare”, modificando quindi la Legge Regionale 6 giugno 2008 N. 16 “DISCIPLINA DELL’ATTIVITÀ EDILIZIA” coordinata con la Legge Regionale 5 aprile 2012 N. 9, ma non solo, andando a introdurre Deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati, con particolare riferimento alla Legge dei Sottotetti e al Piano Casa. Questo si aggiunge alla necessaria modifica circa la proroga dei due anni per la data di inizio dei lavori e della fine dei lavori, oggi fermi ad un anno. Questo consentirà agli operatori, dopo il rilascio del titolo edilizio, di avere un po’ più di respiro, una volta acquisita la autorizzazione, per iniziare i lavori; la proroga di due anni dalla data di fine dei lavori consente, per le opere non completate, di non rischiare di dovere ripagare una parte di oneri per opere non terminate."

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