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Attualità | 26 settembre 2013, 13:33

Finale Ligure, dal 28 settembre al 20 ottobre l'Ottava Rassegna fotografica dell'Immagine del Mare

Negli scatti degli autori: gozzi abbandonati, bagnanti sulla spiaggia e uno degli ultimi maestri d’ascia della provincia di Savona, Franco Cattaneo

Uno degli scatti in mostra

Uno degli scatti in mostra

Ottava Rassegna dell’Immagine di Mare dal 28 settembre al 20 ottobre 2013 alla Fortezza di Castelfranco a Finale Ligure (inaugurazione sabato 28 alle ore 18).  

Le immagini della mostra sono il frutto del laboratorio di fotografia, promosso dal Comune, dalla Fondazione De Mari e dall’Associazione Culturale Frammenti, che si è svolto dal 1° luglio al 20 agosto a Finale Ligure.

I partecipanti (Katrin Mamberto, Pierluigi Schiappapietre, Michela Tarchetti, Valeria Damonte, Lorenzo Gassa, Alessandra Cavalleri, Cesare Argento, Maria Isopo, Pietro del Lungo, Andrea Vassallo, Vittoria Panerai, Federica Monzini, Ruggero Bruno) presentano a Castelfranco immagini che ritraggono gozzi abbandonati, bagnanti sulla spiaggia, uno degli ultimi maestri d’ascia della provincia di Savona, chiese, cappelle e luoghi di culto che testimoniano il legame fra la religione e il mare, le foci dei torrenti, gli scheletri industriali degli ex Cantieri Navali di Pietra Ligure, il “culto” dell’aperitivo nelle serate estive, la gioia di bagnarsi quando la temperatura sale, il lavoro dei bagnini all’alba sulle spiagge e la spensieratezza delle vacanze degli adolescenti. E ancora: foto ispirate alla bellezza e ai proverbi locali e immagini che ritraggono oggetti a cui è stata cambiata la destinazione d’uso: un contenitore del pane che diventa una cassetta della posta, un timone un cancello di ingresso, un cerchione di automobile un supporto per la gomma dell'acqua,  dei tappi di bottiglia gli elementi di una tenda.

L’associazione Frammenti ha curato la didattica, l’organizzazione e la gestione dell’intero progetto.

La mostra sarà visitabile fino al 20 ottobre dalle 17,30 alle 21 (chiuso il lunedì).

“Ciascun partecipante al laboratorio ha contribuito con le proprie immagini ad un  racconto multiplo che, nel suo insieme, rappresenta un viaggio personale dello sguardo e allo stesso tempo una  ricerca sul nostro territorio di impronta sociale, documentale, geografico-ambientale ed estetica. – spiegano all’associazione Frammenti - Il laboratorio è stato realizzato anche con l'intento  di cogliere la domanda crescente di formazione sull'uso consapevole degli strumenti tecnici e linguistici della fotografia che, dopo l'avvio della rivoluzione digitale,  ha visto la crescita esponenziale delle persone che la impiegano, degli strumenti che la implementano e delle immagini in circolazione”.

c.s.

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