Una partecipazione oltre le attese ha caratterizzato l’assemblea pubblica promossa dal Coordinamento No Inceneritore Valle Bormida, che si è svolta ieri, mercoledì 29 aprile, all’ex Filanda di Monesiglio. L’affluenza, particolarmente elevata, ha costretto parte del pubblico a seguire l’incontro dall’esterno tramite maxischermo e impianto audio predisposti dagli organizzatori.
"È una risposta straordinaria della popolazione, che dimostra quanto questo territorio sia consapevole e unito", commenta il Coordinamento. "La Valle Bormida non può diventare il polo regionale dei rifiuti".
Durante l’assemblea, molto partecipata anche da amministratori locali, si è rafforzata la netta opposizione al progetto dell’impianto di trattamento rifiuti previsto dalla Regione Liguria. Diversi sindaci della valle (circa una ventina), sia piemontesi sia liguri, sono intervenuti ribadendo il proprio dissenso.
"Non si tratta di una questione locale, ma di una scelta che riguarda un’area più ampia e il suo futuro ambientale e produttivo", sottolinea il Coordinamento, che rilancia la necessità di costruire "un fronte comune con il Cebano, la Langa albese dei vini (patrimonio Unesco) e il Monferrato, fino al coinvolgimento della Regione Piemonte".
Nel corso della serata sono state illustrate le criticità attribuite al progetto, in particolare gli impatti ambientali e la coerenza con le strategie europee sull’economia circolare. "Si tratta di un’opera che appare anacronistica e non in linea con le direttive europee sulla riduzione e il recupero dei rifiuti".
Dall’assemblea sono arrivate anche le prime iniziative operative. Tra queste, una petizione che sarà inviata al Parlamento europeo. "Chiederemo alle istituzioni di intervenire su un progetto che rischia di gravare su una valle già segnata da criticità ambientali storiche", spiegano gli organizzatori.
È stata inoltre annunciata la costituzione di un gruppo tecnico-legale per analizzare gli atti e valutare eventuali azioni amministrative e giudiziarie.
Infine, il Coordinamento ha presentato un calendario di nuove assemblee nei comuni del territorio. "Quella di Monesiglio è solo la prima tappa. Vogliamo mantenere alta l’attenzione e garantire informazione capillare alla popolazione".
L’incontro si è chiuso con un messaggio sintetico della mobilitazione: "La voce unita della Valle Bormida è oggi il principale argine contro decisioni calate dall’alto che non tengono conto dei territori".

















