“Il 31 dicembre 2015 trentamila azienda balneari andranno a casa senza vedere riconosciuti i loro diritti”. Ieri sera “Striscia la Notizia” ha trasmesso il servizio registrato la scorsa settimana a Ceriale, dove si erano radunati in protesta decine di titolari di stabilimenti savonesi.
Ad intervenire nel noto tg satirico di Antonio Ricci è Angelo Vaccarezza, che attualmente è impegnato a fianco dell’europarlamentare Alberto Cirio contro la direttiva Bolkestein.
“Il 31 dicembre 2015, ha spiegato l’ex Presidente della Provincia, i concessionari vedranno messi all’asta le loro aziende, senza veder tutelati i loro diritti. Perché se è vero che le spiagge sono del demanio, è altrettanto vero che i balneari hanno capitalizzato i loro soldi, sulla base di una legge nazionale che garantiva i loro diritti e spingeva gli investimenti”.
“Teoricamente, prosegue Vaccarezza, il 31 gennaio andranno a casa, senza vedere riconosciuti i loro diritti, ma soprattutto senza poter continuare a fare il loro lavoro”.
Da più parti era stata sollevata l’obiezione che la liberalizzazione delle concessione avrebbe coinciso anche con un aumento delle spiagge libere. “Questo non è corretto, prosegue l’ex Presidente della Provincia, anzi la situazione per l’utenza peggiorerà. Le spiagge libere andranno in concessione e gli stabilimenti balneari, attualmente gestiti dagli italiani, finiranno nelle mani di grandi gruppi. E’ come sostituire i negozi di prossimità con la grande distribuzione”.
“Gli imprenditori balneari sono gli unici che pagano l’Imu, come se fossero proprietari e la loro concessione, come se fossero affittuari”, ha concluso Vaccarezza.
Nel servizio sono intervenuti anche diversi gestori come Alessia Cepollina, che ha raccontato la sua vicenda personale:”Io ho speso 350mila euro per rilevare l’azienda e ho dato alla banca come garanzia casa mia: dopo la spiaggia, mi porteranno via anche quella”.


















