Con oltre 4milioni di arrivi e quasi 13 milioni e mezzo di giornate di presenza, il turismo ligure registra un’annata sensibilmente migliore rispetto al 2013: dagli ultimi dati forniti dall’Istat gli arrivi sono aumentati del 6,1% e le giornate di presenza del 2,5%.Dei 4.074.134 di clienti arrivati, il 56% è rappresentato da italiani, in crescita del 4,7% rispetto al 2013,e il restante 44% da stranieri, che registrano un +7,8%Le presenze ammontano a 13.479.158, di cui il 60% italiane, in aumento del 2,9%, e il 40% straniere, che segnano un +1,8% rispetto all’anno precedenteDall’analisi della provenienza dei turisti italiani verso le destinazioni liguri, si confermano alprimopostoi lombardi (35,6% gli arrivi sul totale nazionale e 40,9% le presenze) seguiti daipiemontesi (27,6% gli arrivi, 29,6%le presenze), bacini di utenza “tradizionali” per la Liguria. Il turismo regionale interno copre il 7,6% per quanto riguarda gli arrivi e il 7,7% le presenzeSul fronte del turismo stranieroi tedeschi rappresentano sempre il primo mercato estero per le giornate di presenza (20,9%il peso sul totale degli stranieri), in lieve aumento rispetto all’anno precedente (+0,3%), ma non più per il numero di clienti arrivati: nel 2014, infatti, gli arrivi più numerosi sono stati quelli francesi con una quota pari al 15,1% sul totale degli stranieri e un aumento del 13,6% rispetto al 2013.Seguono gli svizzeri con una crescita degli arrivi pari al 9,3% e delle presenze pari al 6,3%.Da segnalare il rapido sviluppo del mercato cinesesia per quanto riguarda gli arrivi (+56% rispetto al 2013) che le giornate di presenza (+42%)Gli arrivi nelle strutture alberghiere ammontano a 3.198.487(+4,9% rispetto al 2013): la quota degli stranieri sale dal 44,4% al 44,6% del totale. Le strutture ricettive complementari registrano 875.647arrivi (+10,7%): anche in questo caso la percentuale della componente straniera sul totale risulta in crescita (dal 41,3% al 44,3%)Sul frontedelle presenze, il turismo alberghiero rimane stazionario, grazie alla lieve crescita degli stranieri (+1,0%) che controbilancia la leggera perdita di presenze nazionali (-0,6%).Migliore la performance per il comparto extralberghiero (+8,2%):la componente italiana aumenta del 10,8% e quella estera del 3,9%DATI PROVINCIALIArriviA livello provinciale, fatta eccezione per Imperia che ancora accusa qualche defaillance, si registra complessivamente una crescita degli arrivi:Genova,che concentra su di sé il 36% degli arrivi regionali, registra un aumento del 2,8%; Savona (29% degli arrivi regionali) guadagna il 12,9%; Imperia recupera rispetto allo scorso anno ma segna ancora una variazione negativa (-0,6%); infine La Spezia registra un aumento pari al 10,3%, con un’incidenza sul totale regionale del 17%. Il turismo straniero cresce in tutte e quattro le province: Genova registra un aumento del 7,2%, Imperia dell’1,4%, Savona del12,9% e La Spezia dell’11%PresenzeLe presenze complessive risultano in crescita in tutte le province, tranne a Imperia (-3%): Genova +3,5%, Savona +4,5% e La Spezia +3,8%. La componente estera segna variazioni positive a Genova (+5%) e a La Spezia (+4,9%), mentre nel Ponente subisce una lieve battuta d’arresto: a Savona registra -0,5% e a Imperia -2,8%SAVONALa provincia di Savona concentra su di sé il 28,8% degli arrivi regionali, in aumento del 12,9% rispetto al 2013(da 1.039.332a 1.173.759clienti). Il 77% alloggia in strutture alberghiere (+12,2% rispetto al 2013), il restante 23% in strutture complementari (+15,3%).Sia ituristi italiani,che rappresentano il 71,8% del totale, che quelli stranieri registrano una crescitadel 13%Tra le regioni italiane la Lombardia, che rappresenta il 44% degli arrivi domestici, registra unaumentodell’11,7%; segue il Piemonte (+20,1%) e a distanza la Liguria (+32%)Tra gli stranieri, i tedeschi rappresentano il 26% degli arrivi oltre confine e rispetto al 2013aumentano dell’8,6%; al secondo posto gli svizzeri (+17%) e a seguire i francesi (+19,8%).n netta ripresale presenze complessive (+4,5%), che da 4.959.869passano a 5.182.458giornate: nelle strutture alberghiere si registra un aumento dell’1,1%, più consistente nelle strutture complementari (+13,1%)In netta ripresale presenze complessive (+4,5%), che da 4.959.869passano a 5.182.458giornate: nelle strutture alberghiere si registra un aumento dell’1,1%, più consistente nelle strutture complementari (+13,1%).Fonte: Regione LiguriaLe presenze italiane passano da 3.673.640a 3.902.371(+6,2% rispetto al 2013): i lombardi, che rappresentano quasi il 50% degli arrivi italiani, crescono dell’1,6% rispetto al 2013, seguiti dai piemontesi (+14,4%) e dai liguri (+20,2%).Sul fronte straniero il 33% delle presenze è rappresentato dai tedeschi, in crescita del 3,4%; seguono gli svizzeri (+11,1%) e i Paesi Bassi (-7,9%)MPATTO ECONOMICO DEL TURISMO IN LIGURIA –ANNO 2014Considerando sia i turisti che alloggiano nelle strutture ricettive che i vacanzieri delle abitazioni private (seconde case di proprietà e in affitto, residenze di amici e parenti) si stimano 71milioni e 209mila presenze turistiche nella regione nel corso del 2014(fonte Osservatorio turistico della Liguria). Di queste il 18,9% è relativo all’industria dell’ospitalità alberghiera e complementare (oltre 13 milioni e 400 mila presenze turistiche) ed il restante 81,1% al circuito delle abitazioni private (57 milioni e 726 mila presenze stimate).Complessivamente questi flussi turistici hanno generato sul territorio regionale un impatto economico stimato in oltre 4miliardi e 885 milioni di euro, in calo del 4,2% rispetto al 2013, di cui 1 miliardo e 187milioni di euro stimati per le spesedi alloggio, beni e servizi acquistati nel corso della vacanza dai turisti che alloggiano in strutture ricettive (il 24,3% dell’impatto economico totale) e 3 miliardi e 698milioni di euro generati dai vacanzieri delle abitazioni private (75,7%del totale). Rispetto al 2013si rileva un calo complessivo in termini di spesa turistica (-4,2%), legatoin particolar modo alle strutture ricettive, sia per gli italiani che per gli stranieri. Emerge, di contro, una maggiore propensione a spendere da parte di coloro che alloggiano nelle seconde case,+7% rispetto all’impatto economico stimato nel 2013
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